A testa in giù
Scritto da Paulo H. Tsingos   
A tale of two Halleys
Parafrasando il famoso libro di Charles Dickens, ho avuto la fortuna e l’onore di vedere con questi miei occhi miopi la cometa periodica per definizione in situazioni molto diverse l’una dall’altra. La famosa “Cometa di Halley” o per gli esperi “p/1 Halley”. 
Raffigurato già nell’arazzo di Bayeux del 1066, come segno della vittoriosa invasione Normanna dell’Inghilterra da parte di William chiamato per l’appunto “the Conqueror”, oppure come segno della caduta (e morte) del re Harold II, questo famoso oggetto compare ogni 76 anni (siamo tutti stanchi di saperlo) e questo non mi fa che pensare alla nostra effimera esistenza dato che al prossimo appuntamento nel 2062 avrò la bellezza di 98 anni (se ci sarò). Mark Twain nella sua bibliografia afferma che le comete sono astri maledetti che “in entrata” portano sciagure e “in uscita” trascinano con sé le anime dei condannati all’inferno. Lui con il suo umore caustico diceva di essere la prova vivente di ciò dato che era nato quando la cometa di Halley passava da queste parti ed è passato a miglior vita ala visita successiva di p/1 Halley. Se esiste la “sincronicità” di Jung questo darebbe a che pensare…
Ma superstizioni a parte ho avuto il piacere di fare da guida mostrando la Halley al suo “secondo passagio” per un’anziana signora franco-tedesca la quale, avendo visto la cometa al suo precedente passaggio nel 1910 in Alsazia, l’ha potuta rivedere alla grande altissima nei cieli dell’emisfero sud 76 anni dopo. Sfortuna o no, successivamente al suo “primo passaggio”, la di lei famiglia, con l’avvento della prima guerra (o della “Grande Guerra”) ha vissuto innumerevoli peripezie trovandosi di colpo a vivere in territorio nemico (tedeschi in Francia), dovendo rifugiarsi a Bruxelles, tornando poi in Germania a seguito delle vicissitudini della Repubblica di Weimar hanno finalmente riparato nel Brasile del 1923 sull’altipiano a ridosso di Rio de Janeiro, la cosi detta “região serrana”, dove, non crederete, fa fresco e d’inverno anche freddo qualche volta (siamo a quote fra 700 e 900m s.l.m.).
Fatto sta che i nostri destini si incrociano nell’estate del 1985/1986 e con l’illuminazione pubblica opportunamente schermata ho potuto illustrare a tre generazioni di Schultz in Brasile più un gruppo più o meno nutrito di passanti sulla spiaggia di Copacabana una notte di inizio Marzo 1986 la famosa Halley e con un bonus extra (oltre la solita Croce, Centauro) il centro della galassia (il famoso “Teapot” in Saggitarius) e Scorpius. E questa era una famosa cometa vista da una famosa spiaggia con tante persone a testa in su che fra ahh! e ooh! Si rendevano conto un po’ del loro posto (insignificante) nell’universo. Che dobbiamo insegnare astronomia a certi personaggi che si credono chissà chi sulla terra?
Un’altra Halley l’ho vissuta a Maringà, nord del sud del Brasile, qualche settimana più tardi. Maringà si trova come dicevo nel nord del sud del Brasile, più precisamente esattamente sulla linea del Tropico del Capricorno. Anche se esiste una forte diatriba con la sua “città rivale” Londrina che ritiene per sé l’onore di dare passaggio al tropico. Veramente passa da tutte e due, ma i politici si sa, non fanno sconti…
Mi trovavo là da studente per un concerto con il coro dell’Università Federale con pochi soldi e un telescopio (Alnitak che conoscete già) molto leggero e portabile in un alloggio di fortuna come solo gli studenti possono permettersi, comunque è sempre stato un vero spasso. A Maringà fa un caldo tremendo anche d’inverno, figurarsi in piena estate. Per giunta il cielo è (o era) molto buio ed è stato il momento in cui ho visto meglio p/1 Halley, sia a occhio nudo che con il mio modesto strumento. Stendo un velo ai soliti vari commenti ironici sul vero impiego del telescopio (è una dima? Un simbolo fallico?, Serve a spiare il dormitorio delle ragazze? Funziona anche a raggi X? Non sapevo che eri un’astrologo (orrore!), etc etc etc). Credetemi, ho guardato solo il cielo, anche se c’erano (almeno quattro) ragazze con me, leggete le mie labbra: abbiamo solo guardato il cielo! Omega Centauri per paragone e la Cometa di Halley!
Tornando giù verso il profondo (e più fresco) sud del sud ero, qualche sera più tardi, precisamente una sera di Sabato (senza ragazza) a osservare p/1 Halley, ormai eravamo intimi dato che era già qualche mese che la seguivo mentre si alzava sempre più nel cielo e raggiungeva il massimo splendore (deludente rispetto al 1910 e lo so perché l’anziana signora franco-tedesca me l’aveva raccontato). Verso le nove di sera suona il telefono, la direttrice dell’osservatorio (mia Nonna) risponde e mi chiama. Ma chi sarà mai a quest’ora? Meno male che le comete non “sfrecciano” nel cielo (come molti pensano), pensai. Era mia sorella, mi diceva che era a casa di amici e chiaccheravano di quelle cose che ci si dice quando si ha 16/17 anni finchè  a qualcuno è venuta l’idea di andare in giardino a guardare “quel “robo” là nel cielo di cui tutti parlano, la cometa di Hateley o qualcosa così” (orrore!). Mia sorella, in quanto sorella di un “astrologo” (orrore nell’orrore!) era stata designata come “guida” di questi terraquei ignoranti (di conoscenza astronomica beninteso). Grazie alle mie (non richieste e sempre poco gradite) indicazioni di astronomia di base è riuscita a cavarsela elegantemente: “guardate là la Croce del Sud, quella stella gialla brillante “a sinistra” è la famosa Alfa Centauri (sì proprio quella dove era diretta la Jupiter 2 della serie televisiva “Lost in Space”), quella stellona rossa qua in alto quasi sopra le nostre teste si chiama Antares, come la città del famoso libro di Erico Verissimo (“Incidente em Antares”) e lì fra tutto questo la…”
Per primo c’è stata una leggera sensazione di smarrimento (troppe stelle tutte insieme e senza un nome scritto a fianco), poi nervosismo (ma non può essere), poi il panico (sono due! Mio Dio si è spezzata!).
“Senti qua c’è un sacco di gente, ma iniziano a litigare (discutere accaloratamente)! Si vedono due Comete quando dovrebbe esserci solo una! Ma è possibile ciò? E’ successo qualcosa che i media (ah i media già allora…) non hanno detto?”
Una profonda sensazione di trionfo interiore ha preso possesso di me. Come il guru che impartisce lezioni di vita agli allievi avevo la situazione in pugno. Lì per lì avrei potuto dire che sì era vero la cometa si era divisa in due per l’ignoranza e la miopia degli umani e che la seconda metà si dirigeva verso la Terra e ci avrebbe colpito fra esatti quattro giorni (non ci restava neanche una settimana di vita su questo pianeta). O qualcosa di simile tanto per divertirmi un po’. Tutto questo mi era venuto in un “quisquillesimo” di secondo ma ho deciso di dimostrare la mia “superiorità” raccontando con nonchalance la cruda realtà dei fatti: ”Ma no! In realtà si vedono due piccole macchie tondeggianti nel cielo, apparentemente uguali. Quella “sopra” è la “tua” cometa. Quella “sotto” è lì da sempre ma Voi “normali” non la guardate mai, si chiama Omega Centauri ed è un’ammasso globulare di stelle mooooolto più lontano della Halley (qualcosa come 30.000 anni luce o 285.000.000.000.000.000 di km contro “solo” 60.000.000 di km della p/1 Halley) e lo si può vedere tutti gli anni, mentre la Halley o adesso o fra 76 anni (quasi come dire mai più). Mi ha ringraziato per le precise indicazioni ed è tornata al suo party con la risposta dell’arcano.
Comunque è rimasta a tutti una atmosfera di delusione perché si è parlato molto di questa cometa e molte persone e registri dell’ultimo passaggio del 1910 lasciavano prevedere un’avvenimento che veramente non si è visto. Nell’emisfero Nord p/1 Halley era stata visibile verso la fine dell’autunno (nordico) “in entrata” (portando sciagure come direbbe Mark Twain) ma di scarsa visibilità (magnitudine >5). La fine del 1985 la metteva troppo vicino al sole e quindi invisibile. Io volevo vederla appena ricompareva a est uscendo da “dietro” il sole. Dal mio vademecum (“Tutto sulla Cometa di Halley”) si prevedeva che verso la fine di Febbraio dovrebbe essere visibile all’alba. Fu così che la prima “alba buona” del periodo mi sono alzato alle 3:30 e telescopio sulla spalla mi  diressi a piedi fino ad un’elevazione da dove si poteva vedere benissimo l’orizzonte est. Il mio “telescopio” aveva un treppiede da macchina fotografica e quindi era assai improbabile trovare con le coordinate Alt-Az (scarsa precisione). Avevo preventivamente preparato una carta della zona di Capricornus e quindi con il metodo dello “star hopping” (letteralmente “saltando di stella in stella”) sono arrivato alla zona e… eccola là. Magnitudine stimata in 3,5. Nucleo piccolo e bianco con tanto di coda (corta). Erano le 4:40 del 26 Febbraio 1986. Ma credetemi. Chi ha visto Hale Bopp sarebbe rimasto profondamente deluso della Halley nel 1986. Miglior fortuna nel 2062 (a chi ci sarà)!

Saluti da -25
 

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