A testa in giù
Scritto da Paulo H. Tsingos   
La fascia di totalità
Nella primavera del 1999, mio amico LL che con me divide la passione per l’astronomia mi aveva chiesto se non volevo aggiungermi al gruppo che gli astrofili stavano organizzando per andare a Stuttgart a vedere l’eclisse cosiddetta “del millennio” la cui totalità passava per l’Europa centrale. Mi ricordo di aver risposto di no per due motivi fondamentali, il primo è che mia moglie e i bimbi volevano venire assieme a vedere il fenomeno e che io, memore di brutte esperienze precedenti con l’atroce clima in Germania non me la sentivo di prenotare con largo anticipo un albergo per poi rimanere seduto sotto la pioggia. Inoltre ero così preso con il lavoro quell’anno che ad agosto correvo il rischio di andare addirittura in cantiere e non vedere un bel niente.

La mia personale strategia si basava su un presupposto di previsioni meteorologiche del giorno prima, scelta della località con condizioni più favorevoli e partenza seduta stante (prestissimo) per raggiungere il punto della fascia di totalità nella mattinata in tempo per il massimo dell’eclisse. 

Così fu e non ho prenotato niente, moglie e figli erano d’accordo perché a loro, l’avventura con un minimo d’organizzazione e buone possibilità di successo è sempre piaciuta. Passa il tempo e ci ripenso, forse era meglio prenotare un albergo in qualche paesino della Foresta Nera, partire qualche giorno prima, ma gli impegni di lavoro e il mio istinto per il clima (e la sfiga) m’impedivano di fare piani più elaborati. 

A fine luglio, poco più di una decina di giorni prima dell’appuntamento "che non poteva essere rimandato" avevo un cantiere in comune con un mio applicatore e amico AB, il quale conoscendo la mia passione, mi chiese se non si poteva fare una specie di “carovana dell’eclisse”, poiché a livello d’avventure lui non mi sta dietro. Ho spiegato i miei piani (?) e lui si è aggregato così che nacquero gli “Eclipse Chasers”, i cacciatori d’eclissi, giacché si trattava fondamentalmente di mettere le rispettive mogli e figli (anche AB ne ha due) dentro una macchina e letteralmente correre all’incontro del sole e della luna! 

Si avvicinava la fatidica data e mentre alla vigilia ero preso con i preparativi (attrezzatura) ma più precisamente con le consultazioni climatiche (le ho guardate tutte, da CNN a Wheather Channel, France Meteo e Deutsch Wetter Dienst) AB mi chiama e dice di essere già partito (solo lui e il figlio E) verso Metz (Francia). Le notizie non potevano essere peggiori. Il tempo oltre le Alpi non poteva essere peggiore, pioggia e nuvole erano previste ovunque con eventuali schiarite possibili a macchia di leopardo ma senza alcuna possibilità di garanzia. I migliori siti erano Szekesfehervar (Ungheria, 10 ore di macchina, troppo per una famiglia con bambini piccoli al seguito), oppure Strasbourg (Francia, sul limite sud della fascia di totalità) o ancora Karlsruhe (Germania, ben centrata ma più lontana). Per altri posti in un raggio di 500-600km le previsioni erano semplicemente di pioggia (torrenziale).

Decidemmo per Karlsruhe, tutta autostrada, raggiungibile in circa quattro ore (non stop ride). AB+E ci avevano bruciato nei tempi (la moglie L e la figlia E di soli due anni avevano mollato) e hanno dormito da qualche parte (in un campeggio presumo) presso Freiburg (in Germania, appena oltre il confine svizzero) con la promessa di riunirci all’indomani da qualche parte nella fascia.

Macchina pronta, carica con gli strumenti (due telescopi, uno da 200mm e uno da 80mm, filtri solari, cartoncini bianchi per la proiezione, macchina fotografica) e a letto a buon ora (21) ma sono riuscito a chiudere occhio solo dopo le 23. La tensione sì sa…

Ora zero del giorno dell’eclisse (11/08/1999), in altre parole tre del mattino, sveglia, abbondante colazione e caffè (moolto forte). Partenza in perfetto orario alle ore 3:30. Cielo assolutamente limpido e chiaro, su per il Canton Ticino abbiamo anche visto due stelle cadenti (bolidi?) che sfrecciavano da est ad ovest, una gialla e una bianca (bello!). Siamo gasatissimi!

Ore 7:40, Basel, confine Svizzera/Germania, presa l’autostrada A5. Fin qui tutto bene. Il tempo da questa parte però lascia a desiderare, piove ma ci sono schiarite…

Prima di Freiburg (circa 70 km più a nord) c’imbattiamo in un’enorme coda. Fermi! Abbiamo messo più di 30 minuti per fare i circa 12 chilometri che separano F-Sud da F- Mitte. Chiamo AB al cellulare e lui mi annuncia che è partito presto ed è entrato in Francia, è già verso Metz e il cielo si sta aprendo. Alla radio sentiamo che a Baden Baden, prima di Karlsruhe (nostra meta) non solo è coperto ma piove e si sta alzando addirittura la nebbia con visibilità di circa 50m!

Peggio di così non poteva andare, bloccati come topi in trappola, fustigati dal vento e dalla pioggia, con i bambini che cominciavano a dare segni d’insofferenza. Gioco il tutto per tutto ed esco a F-Mitte cercando l’eclisse in piccole strade secondarie che mi portano prima nella campagna ad ovest poi sul Reno e quindi in Francia. Bisognava fare qualcosa e non subire le circostanze!

Superata la città di Colmar rientriamo in autostrada (stavolta in Francia). E’ tutto pieno ma si cammina (a 50 l’ora), ma almeno il sole esce e si vede che l’eclisse è già iniziato. Verso le 11:30 giungiamo a Rosheim, nome tedesco, ma alla periferia di Strasbourg, Francia. Ce l’abbiamo fatta! Siamo dentro la fascia di totalità!

E la cosa migliore è che si vedeva tutto benissimo! AB+E erano molto lontani e con i traffico che c’era non li avremmo mai raggiunti in tempo. Ci siamo fermati lungo una strada in quella che sembrava essere una via leggermente fuori paese. Era già difficile trovare parcheggio. Di nuovo la fortuna ci assisteva con un posto perfetto. Accanto ad un pista ciclabile sono riuscito a parcheggiare e montare “Secret Journey” (il 200mm). Montato il filtro si poteva vedere come la luna avesse già coperto circa la metà del disco solare. Subito si formarono delle code di persone a guardare. Tedeschi, Francesi, Svizzeri, Italiani, addirittura Spagnoli si fermavano e facevano domande più “tecniche”. Guarda, questo “giovanotto” (grazie!) ha un’attrezzatura professionale (grazie di nuovo ma non è vero) chiediamo a lui cosa succederà adesso. E giù a dare spiegazioni di quello che stava accadendo e abbiamo improvvisato uno “star party” a mezzogiorno. C’era un ambiente meraviglioso…

Eravamo in grand’eccitazione perché dopo tutto sembrava che le cose andassero bene, guardando verso est, in Germania e anche verso nord vedevamo un unico grigiore, anche minaccioso. A sud il cielo non era proprio sgombro ma in ogni caso era aperto e si vedeva tanto cielo azzurro e sole mentre verso ovest si vedevano nuvole grosse e pezzi di cielo.

Verso le 12:10 proprio una di queste nuvole grosse si è diretta verso di noi e affezionatasi non ci ha più lasciato, impedendo la visione della totalità.

Anche se con amarezza abbiamo visto e sentito il rabbuiarsi. Dalla radio accesa di una macchina vicina sentivamo il commento emozionato dello speaker francese posto più ad ovest (probabilmente nella zona lasciata libera dalla “nostra” nuvola) che narrava i fatti con qualche minuto d’anticipo.

Precisa come un’orologio svizzero, la luna continuava inesorabile (è proprio il caso di dirlo) la sua marcia davanti al sole. La luce si faceva sempre più debole, si vedeva il tramonto in quelle zone non coperte da nuvole all’orizzonte (sud e ovest) meno che da nord-ovest da dove proveniva l’ombra. Non era in ogni caso un tramonto normale, dopo coprire circa il 90% del disco solare si ha l’impressione che qualcuno abbia messo in moto uno di quei “dimmer” per ridurre la luce. Effettivamente così è, con sorprendente regolarità, nel giro di cinque minuti, non più di 10 in ogni caso, la luce si è ridotta fino a quasi il buio. L’oscurità era rotta solo dalla luce dell’illuminazione pubblica e di una serra accanto a noi, accesesi automaticamente con il calare della luminosità.

Noi e tutta quella gente siamo rimasti in rispettoso silenzio, per circa un minuto e mezzo era notte e il cielo all’orizzonte era fra l’arancione e il rossastro. Si vedevano i flash delle macchine fotografiche attorno a noi. La nostra invece languiva dimenticata in una sedia una volta che il guardare questo strano fenomeno ci aveva tolto qualsiasi iniziativa razionale (e poi la rabbia d’avere quel nuvolone parcheggiato proprio lì davanti!). Mia moglie con in braccio A (2 anni) si sentì rabbrividire al sopraggiungere della notte improvvisa (la famosa brezza della totalità?). Sì, anch’io mi sono sentito rabbrividire.

La totalità era arrivata.

Non si vedeva il sole, solo un’enorme nuvola in mezzo al cielo, carica di pioggia e qualche squarcio blu scuro. Sembrava notte ma era mezzogiorno! La prima sensazione razionale fu quella di profonda delusione. Non abbiamo visto la corona, non abbiamo visto le protuberanze, non abbiamo visto il sole come un buco nero nel cielo. Adesso, ripensando a quei momenti ci si rende conto che in ogni caso abbiamo “sentito” (l’eclisse sentita, parafrasando Annette von Droste-Huelshoff, 1999 Das Geistliche Jahr) tutto questo e assieme e tutto intorno a noi migliaia, milioni di persone l’hanno sentito, anche se non sapevano cosa succedesse esattamente. Oggi cerco di ricostruire la sensazione che la semplice congiunzione (e di questo si tratta) di due astri, il sole e la luna e la proiezione dell’ombra e penombra su un mondo abituato alla luce ha la capacità di unire persone che, venute dai posti più disparati hanno reazioni simili. Ci fa anche riflettere sulla nostra impotenza davanti alla natura, non siamo in grado di fermare l’evento, non siamo in grado di prevedere il tempo con successo (in alcuni luoghi si prevedeva bello e soleggiato e invece ha piovuto tutto il giorno), siamo solo in grado di ammirare l’universo e capire quanto siamo piccoli e quanto i nostri problemi (dai più piccoli, la coda in autostrada, ai più importanti, la guerra) siano insignificanti e non rappresentino nulla nemmeno alla vicina luna la cui ombra passa e non si ferma. Se questa doveva essere la fine del mondo spero che lo sia stata, la fine di un mondo di persone meschine che non sanno essere felici anche se hanno tanto. Noi abbiamo avuto poco e a costo enorme (la nostra “journey” è durata ben 21 ore!), code infinite, fame, sete, pioggia, vento, stanchezza e nonostante tutto ci sentiamo più ricchi dopo dell’eclisse, anche se non avevamo visto “tutto”, ripeto, abbiamo visto poco e a caro prezzo ma eravamo felici perché in quel lungo giorno d’estate (?) ci siamo sentiti parte dell’universo, parte di quelle nuvole, parte di quella pioggia, parte di quella folla, parte di quel sole e di quella luna che abbiamo visto passare assieme nel cielo.

Saluti da –25°, a +48°

P.S.: Il gruppo organizzato ha avuto una bella giornata di pioggia a Stuttgart (dove era prevista). A Muenchen dove pure era prevista pioggia invece si è potuto vedere la totalità. AB+E sono riusciti a vedere una parte della totalità con un gruppo di astrofili francesi incontrati per caso a Metz. La sera in una stazione di servizio in Svizzera abbiamo incontrato un gruppo di italiani che erano proprio a Baden Baden, (premesso che ci si riuscisse ad arrivare) dove ha piovuto tutto il tempo tranne in quella manciata di minuti proprio durante la totalità! Quel giorno in Germania si sono verificati più di 300km di code in autostrade. Si parlava di “Eclisse in Coda” (Finsternis im Stau).

 

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