SERATE OSSERVATIVE
Scritto da Loris Lazzati   

Le serate osservative con i telescopi del Gruppo.....


 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image
 Image

Dal gennaio 1997 all'ottobre 2004 abbiamo tenuto 55 serate osservative per il pubblico con i nostri telescopi.

Da quando abbiamo inaugurato le conferenze del venerdÏ sera al Planetario, ne proponiamo una alla settimana dal cortile di Palazzo Belgiojoso.

 La più riuscita dell'epoca pre-Planetario, per la spettacolarità e il numero impressionante di persone, Ë stata quella dedicata alla cometa Hale–Bopp al monte Pertus.

Circa 4mila persone si sono radunate al passo, uno dei tre luoghi in Italia identificati come punti d'osservazione per la grande serata nazionale della cometa, nell'aprile del 1997.

Non da meno sono state le serrate al piazzale della funivia d’Erna per catturare le Leonidi, le stelle cadenti di metà novembre che, nel 1999, hanno dato vita a una tempesta memorabile.

In una condizione climatica certamente più mite, nel parco Guzzi di Abbadia, abbiamo aiutato il pubblico a osservare le Lacrime di S. Lorenzo, in agosto.

Negli anni successivi abbiamo riproposto quest'osservazione, in una cornice suggestiva, prima a Parlasco e poi a Morterone.

 Anche il Parco del Barro Ë stato usato più volte per serate osservative, con grande gradimento del pubblico.

 Il gruppo Ë sempre stato presente con i suoi telescopi, meteo permettendo, con i suoi telescopi, in tutti i cicli di conferenze tenuti sul territorio della provincia di Lecco e oltre.

L'elenco delle località è lunghissimo: Valgreghentino, Galbiate, Brivio, Sirtori, Calolzio, Ballabio, Olginate, Carenno, e molte altre.

Lunghe code del pubblico si formano a ogni telescopio: il pubblico vuole vedere attraverso più telescopi possibile, forse si aspetta un cambiamento radicale fra l’no e l’altro, per l’aspetto o la dimensione del telescopio stesso.

Nonostante alcune osservazioni siano state effettuate in stagioni rigide, l’attesa è stata affrontata con infinita cordialità dal pubblico.

Il tutto per essere ripagati da uno sguardo al pianeta più amato e gratificante nella sua bellezza: Saturno.

Mettere l’occhio all’oculare per la prima volta non è facile come si può pensare.

Può succedere che avvicinando l’occhio al buio verso l’oculare, immancabilmente ci si sbatta contro, causando un disturbo alla pupilla.

Niente di grave, ma sicuramente l’oggetto è uscito dal campo del telescopio, quindi l’addetto deve essere pronto a capire il disagio dell’osservatore, che cerca l’oggetto che con un semplice colpo ha fatto spostare e che non si trova più nel campo visivo.

Poi sorgono i problemi dell’altezza: se Maometto non va alla montagna, perchè non avvicinare il telescopio prendendolo con decisione per tirarlo verso se stessi, per poi dire qui non si vede nulla?.

Ma la meraviglia del pubblico è appagante: vedere anche persone giovani, abituate al mondo tecnologico, meravigliarsi nel vedere Saturno o i crateri della Luna, ci fa domandare e non siano le stesse immagini che trasmettono in TV tutto il santo giorno. No, non lo sono, è stata la risposta di una signora che, dopo aver guardato Saturno nel telescopio, è stata invitata a vederlo molto più grande e più bello, ripreso con una videocamera e visto in un monitor Tv.

Il telescopio dà una sensazione ben diversa, siamo noi che ci proiettiamo, con il telescopio, nello spazio infinito. La signora ha ragione.

I telescopi a disposizione spaziano dall’antico al più moderno e accessoriato: ce ne sono per tutti i gusti e di tutte le configurazioni, tanto che il meno esperto sbaglia spesso a scegliere il posto dove mettere l’occhio.

E’ bello vedere lo stupore che traspare sul viso davanti all’oculare attraverso cui si guarda: spesso, specie dal pubblico femminile, scappa un gridolino di ammirazione per l’oggetto.
Meraviglia, ho visto gli anelli di Saturno.
E’ un’espressione comune.
E’ questo che ripaga il nostro "lavoro" di astrofili.

Poi si nota la corsa fra i vari telescopi per vedere la differenza, ed è piacevole ascoltare il piacevole commento del pubblico, sia sui telescopi che sull’oggetto visto.

Tutto questo fa parte della gioiosa serata, nella quale non mancano i bambini: per loro occorre attrezzarsi di scaletta, per fare in modo che non si attacchino maldestramente all’oculare. causando danni e rischiando di farsi male.

Le nostre serate osservative finiscono sempre tardi, c’è chi vuole vedere e chi non smette di guardare congratulandosi con tutti i soci addetti ai vari telescopi.

Belle cose dimenticate e ora riscoperte? Questo è il commento di tutti.

Le immagini in basso, di giorno, si riferiscono al transito di Venere davanti al Sole. Nell’occasione fummo invitati dall’osservatorio di Merate a posizionare i nostri telescopi nel parco per il pubblico: abbiamo aderito con molto entusiasmo.

Una stupenda giornata ha coronato la manifestazione, per un evento eccezionale.

Erasmo Bardelli


 

 

Valid XHTML and CSS.

Questo sito utilizza i cookies. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina o continuando a navigare nel sito si accetta implicitamente l’utilizzo degli stessi. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information