10 ANNI DI DEEP SPACE
Scritto da Erasmo Bardelli   

La storia dei nostri primi dieci anni di attività

Dieci anni, come vola il tempo.  

 
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Sembra ieri quando quattro di noi decisero di costituire un gruppo nel quale tutti potessero discutere di astronomia e sognare serate osservative con il pubblico, al quale offrire lo spettacolo del cielo attraverso l’oculare di un  telescopio.
Dieci anni sono passati velocemente e il gruppo è cresciuto: alcuni si sono persi per strada, altri si sono aggregati per conoscere quella meravigliosa disciplina che è l’astronomia.
E’ un hobby nel quale la fantasia e l’inventiva non hanno limiti, purché si abbia  voglia di documentarsi o darsi da fare.
Le innumerevoli serate con il pubblico e le conferenze nelle scuole, iniziate e portate avanti soprattutto da Loris Lazzati, hanno portato buona parte degli appassionati di tutta la provincia a riconoscere nel Gruppo DEEP SPACE un punto di riferimento in questo campo, un sodalizio con divulgatori di sicura esperienza.
Nelle conferenze serali sono state invitate personalità di spicco, il cui solo nome ha contribuito a riempire le sale e ad aumentare il prestigio delle iniziative, senza per questo nulla togliere ai conferenzieri del gruppo.
Durante questi anni, avvenimenti eccezionali come comete, eclissi, tempeste meteoriche, grandi opposizioni e transiti, hanno fatto da formidabile strumento promozionale, consentendoci di vivere emozioni memorabili.
Internet era ancora ai primi passi quando iniziammo: dico questo perchè ora, con la Rete, documentarsi e organizzare iniziative è diventato molto più facile.
Nelle scuole, i conferenzieri del Gruppo hanno divulgato in modo semplice l’astronomia, offrendo un aggiornamento più tempestivo rispetto ai testi scolastici attualmente adottati.
Se qualche ragazzo si è avvicinato alla lettura di libri di astronomia nel nostro territorio, una piccola parte di merito sicuramente è anche nostra.
Quanto agli adulti, siamo convinti che molti di loro abbiano chiarito le loro idee su cosa c’è sopra le nostre teste, sull’Universo e sul nostro ruolo in esso, anche grazie alle nostre conferenze.
Rimane nei nostri bellissimi ricordi la prima serata per la visione delle Leonidi, straordinarie stelle cadenti, organizzata nel mese di novembre del 1999 presso il piazzale della funivia dei piani d’Erna.
Le persone presenti furono più di 500.
La mitica serata al cineteatro di Mandello con Margherita Hack e Carlo Sini, nel 1998, è stata altrettanto memorabile: la sala era così gremita che moltissimi dovettero assistere in piedi alla conferenza.
Resta una domanda: tutti interessati all’astronomia oppure a una celebrità del rango della Margherita più famosa d’Italia?
A dire il vero, conta poco: la Hack resta un testimonial impareggiabile per l’astronomia.
La cometa Hale-Bopp fu la nostra fortuna: al passo del Pertus il gruppo DEEP SPACE e la rivista ORIONE richiamarono almeno 3000 persone, creando un intasamento mai visto sulla strada di Valcava.
L’eclisse di Sole nell’agosto del 1999, a Sindelfingen, è stato il momento forse più intenso di questi dieci anni.
Il gruppo organizzò ben tre pullman per recarsi nella posizione ideale per vedere l’oscurità scendere a mezzogiorno: purtroppo le condizioni meteorologiche furono disastrose in tutta Europa, ma l’emozione di quei minuti di oscurità non potrà mai essere dimenticata.
Le visite all’osservatorio di Merate sono state sicuramente proficue e avvincenti per tutti, un buon approccio al mondo degli astronomi professionisti: il fascino delle enormi cupole è irresistibile e oggi con l’osservatorio c’è una sinergia fantastica, della quale possiamo andare orgogliosi anche per la fiducia che questa prestigiosa istituzione ha riposto in noi, come è stato dimostrato, per esempio, dall’iniziativa per osservare il transito di Venere nel 2004.
Anche nel gruppo, con il passare del tempo, i telescopi sono migliorati, tanto da consentire riprese fotografiche degne di apparire sulle riviste di astronomia più importanti: solo vent’anni fa certe immagini sembravano appannaggio esclusivo dei grandi osservatori, oggi un astrofilo le può ottenere da casa grazie alle moderne tecnologie.
E tra noi c’è chi ha raggiunto risultati strabilianti.
La fotografia astronomica è un campo che attira magneticamente i più preparati ed è di grande soddisfazione: il nostro sodalizio non è affatto rimasto estraneo a tutti questi sviluppi, anzi li ha saputi sfruttare al meglio specialmente grazie a Paolo Lazzarini e Angelo Ripamonti.
Per i più portati manualmente, la costruzione dei telescopi e dei loro accessori è un passatempo che a lavoro ultimato regala, dopo il primo sguardo attraverso l’oculare, una sensazione indescrivibile, che solo chi ha provato può capire. Basta chiedere al nostro Paulo Tsingos.
Per quanto riguarda i computer, ultimamente i programmi di astronomia sono fioriti come margherite al Sole; sono passati i tempi in cui l’unico programma costoso lo si teneva quasi in cassaforte. Programmi di calcolo d’ogni specie si trovano gratuitamente in Internet, pronti per l’uso.
La rete produce argomenti a getto continuo, tanto da rendere impossibile la lettura di tutto il pubblicato, immagini bellissime di ogni genere di oggetti astronomici vengono proposte in tutte le maniere, compresi filmati e animazioni degni di Spielberg.
Anche in questo caso, i molti esperti di informatica del gruppo hanno ottenuto risultati eccezionali.
Pensiamo al collegamento remoto tra computer e telescopi senza passare attraverso le normali linee telefoniche, attuato da Alessio Sangalli, Gianpietro Ferrario, Riccardo Rodella e Pierluigi Fumi.§
Ma si pensi anche al nostro sito, con i suoi altissimi risultati di consultazione, grazie al nostro webmaster Marco Zambianchi.
Cosa chiedere di più?
Eppure, il di più è arrivato.
Non abbiamo citato, infatti, il tassello più importante, l’evento più clamoroso che a un gruppo astrofili possa capitare: la gestione del Planetario di Lecco.
Con questa avventura, è stato come ripartire dall’anno Zero.
5 gennaio 2005: per la prima volta, un membro del Gruppo astrofili Deep Space apre la porta del Planetario.
C’è una certa emozione.
I locali nuovi hanno ancora l’odore della vernice fresca e sono quasi vuoti: il Comune ha realizzato la struttura muraria completa, ma ha arredato solo la cupola.
Non c’è altro e le sale sembrano più grandi.
Grazie ad alcuni sponsor, l’arredo della biglietteria e i computer destinati a migliorare lo spettacolo nel Planetario vengono presto acquistati: partiamo con i primi spettacoli già a regime.
E’ un susseguirsi di idee e progetti: ognuno propone, chi più chi meno vuole provare l’emozione dell’approccio come conferenziere davanti a una sala, spesso stracolma per la novità.
Grazie ai conferenzieri veterani, reduci da centinaia di conferenze nelle scuole, i primi spettacoli vengono proposti senza problemi e il pubblico, da statistiche eseguite con i moduli di gradimento, ci premia calorosamente.
Presto si aggiungono i nuovi conferenzieri, che affrontano senza paura lo scotto del debutto.
Pochi giorni e arrivano al Planetario le prime scolaresche.
E’ una grande prova di organizzazione: nessuno di noi è un esperto di prenotazioni e trovare posto a così tanti studenti senza sbagliare è una prova non facile da superare, anche perché, con le scuole, si rischiano figuracce in caso di errori.
Ne commettiamo uno solo, rimediandolo, proprio all’inizio, poi il meccanismo si roda e tutto fila liscio.
Ci si accorge subito che molte cose occorrono per il regolare funzionamento e per soddisfare i visitatori, compresi i cartelli indicatori e una degna insegna sulla facciata esterna della struttura.
Il Planetario è composto non solo dalla cupola, ma anche da una sala che, debitamente attrezzata, diventerebbe un’aula didattica di scienze in cui proporre conferenze con video proiezione, sia per le scuole che per il pubblico. Si decide di compiere uno sforzo finanziario e comprare subito tutto l’arredo necessario al corretto funzionamento e abbellimento della sala multimediale.
Alle scuole si offre la possibilità di passare l’intera mattinata al planetario, assistendo a due conferenze, una nella cupola e una nella sala multimediale.
E’ un’idea vincente: il 99% delle scuole sceglie questa opzione, invece della sola proiezione in cupola.
A darci una gioia superiore a ogni attesa sono le conferenze del venerdì.
All’inizio le teniamo nella cupola, un ambiente suggestivo ma non ottimale per le normali conferenze su grande schermo.
A fine giugno 2005 spostiamo le conferenze nella sala multimediale, cosa che completa il nostro progetto iniziale: proiezioni da una parte, conferenze dall’altra, salvo particolari esigenze (può capitare che taluni conferenze necessitino della volta stellata, come è avvenuto in un paio di occasioni alla fine del 2006).
Le serate a tema sono un successo insperato; il pubblico, composto da fasce di età molto diverse, è diventato un cliente affezionato fin dall’apertura e sicuramente questo è da attribuire anche alla bravura dei conferenzieri e alla scelta dei temi.
Anche dagli accompagnatori delle scolaresche, professori e maestre, sono arrivati elogi e congratulazioni per l’ottimo sistema d’insegnamento e l’ampia scelta dei temi affrontati dai conferenzieri.
C’è anche la possibilità, non certo tipica dei planetari, di osservare il cielo direttamente.
I venerdì sera, dopo la conferenza, se il cielo è sereno il gruppo mette a disposizione i telescopi per l’osservazione degli astri: gli anelli di Saturno o i crateri della Luna, visti dal grosso telescopio Dobson da 300mm., il più potente a nostra disposizione, conquistano anche il pubblico più esperto.
In occasioni speciali, il gruppo mette a disposizione il telescopio rifrattore Salmoiraghi, recentemente restaurato dal nostro gruppo dopo decenni di abbandono nella cupola di Palazzo Belgiojoso.
Un altro strumento pregevole messo a disposizione del gruppo è il fantastico telescopio solare Coronado, per osservare le protuberanze o le macchie solari, emozione che offriamo, tempo permettendo, dopo ogni proiezione del week end.
Per i soci tesserati che vogliono documentarsi, è a disposizione una biblioteca ben fornita: diamo anche aiuto agli studenti impegnati in tesine o ricerche e non manca documentazione di ogni livello per chi vuole occuparsi di astronomia pratica.
Il tesseramento al gruppo è aperto a tutte le persone che desiderano avvicinarsi all’astronomia, senza nessun obbligo né requisito.
Il nostro sito  www.deepspace.it è sicuramente un punto di riferimento per chi si vuole aggiornare sugli eventi o sulle serate che il gruppo organizza.
Nel sito si possono vedere le immagini che i soci realizzano con i telescopi e con camere ccd, ma sono anche disponibili pagine su moltissimi argomenti di astronomia e link di grande interesse, dal meteo alle sonde spaziali: il numero dei visitatori è elevatissimo, a dimostrazione dell’apprezzamento ottenuto dal lavoro del webmaster Marco Zambianchi.
La divulgazione è diventata la mansione primaria con la gestione del Planetario, ma non dimentichiamo le attività osservative.
Nuove iniziative per migliorare la visione del cielo e offrirla a tutti sono in parte già avviate, mentre altre idee importanti sono in studio e saranno realizzate a breve termine.
Parlando e discutendo, il primo anno (2005) è passato, il 2006 pure.
Il numero dei visitatori è più che lusinghiero e forse insperato: 20 mila persone in due anni.
Questo risultato è il miglior sprone per la nostra attività futura.
Un particolare ringraziamento a quei soci che durante questi anni si sono prodigati per mantenere alto il nome del Gruppo DEEP SPACE  Lecco, e che con le loro idee hanno contribuito a dare un tocco moderno e particolare al menu del Gruppo, a tutti i soci che con la loro adesione credono nella nostra buona volontà di volontariato nella divulgazione dell’astronomia.
Non tralascio nessuno nel ringraziamento, sapendo che l’unione fa la forza e garantisce opportunità che il singolo difficilmente può trovare.
  

 

Il Presidente del Gruppo DEEP SPACE Lecco

Erasmo Bardelli

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