ECLISSE DI SOLE AL PLANETARIO
Scritto da Erasmo Bardelli   

L'eclissi parziale di sole del 29 marzo 2006


Il primo eclisse di Sole al Planetario Città di Lecco

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Doveva succedere, e puntuale come tutti gli eventi astronomici ecco che mercoledì 29 marzo 2006, anche se non totale, si presenta per la mattinata un’ eclisse di Sole visibile comodamente dal cortile del Planetario di Lecco.
Sarà il giorno più atteso dell’anno dagli astrofili e da chiunque ami i grandi spettacoli naturali e celesti.
Per il Gruppo DEEP SPACE Lecco, gestore del Planetario, la giornata inizia presto e bene: il cielo è sereno e promette di esserlo per la durata dell’evento.
Alle ore 11 e 34 la Luna comincerà a coprire il disco solare, arrivando a nasconderne quasi metà attorno alle 12.37. Il fenomeno si concluderà  alle 13.40.
Ma vediamo come si organizza una osservazione pubblica di un'eclisse di Sole, anche se parziale.
Sono le otto, presto per l’eclisse, ma i preparativi da fare sono tanti:  i primi soci del Gruppo arrivano alla spicciolata e chiedono il da farsi. Poi subito mettono mano ai telescopi da posizionare nel cortile del planetario.
Non siamo ancora pronti che già i primi curiosi arrivano: c'è chi sa e chi invece viene informato dai soci dell’evento. E l'emozione di queste persone è palpabile, nel guardare forse per la prima volta attraverso un telescopio.
Le domande si susseguono. C'è chi chiede il tempo esatto dell’eclisse o come avverrà e in che modo, ma chi più chi meno è al corrente di cosa succederà fra poche ore e non ha nessuna intenzione di andarsene, anzi i più iniziano a sbirciare dai telescopi, muniti di opportuno filtro.
Il pubblico è formato per la maggioranza da gente in pensione o casalinghe, perché è una giornata lavorativa e non credo che qualcuno abbia preso una giornata di ferie per l'eclisse.
Il cielo azzurro di Lecco presenta il Sole in tutto il suo fulgore, senza la minima nuvola: sembra lì tutto per noi e per il pubblico sempre più numeroso. lo teniamo di mira nei nostri telescopi.
La messa in postazione degli strumenti è notevole: non necessariamente per un eclisse di Sole ci vogliono telescopi di grossa apertura, anzi il nostro «ammiraglio», il Dobson da 300 m di diametro, per necessità deve essere diaframmato a minor diametro per consenitre un'osservazione ottimale.
Due telescopi Coronado muniti di filtri H alfa appositi per questo lavoro vengono posizionati, e subito il pubblico è in coda per poter vedere il Sole e le sue protuberanze, cosa impensabile sino a pochi anni fa per il notevole costo.
L’inponente Dobson, nonostante la diaframmatura, è irresistibile per il pubblico e i bambini che, nonostante altri telescopi di minor diametro, insistono nel voler guardare in questo. 
Anche un buon binocolo con un buon filtro  è messo su un treppiede e per tutti è un migrare fra un telescopio e l’altro.
E’ arrivata l’ora e l’eclisse è visibile anche a occhio nudo, purché muniti di opportuni occhialini. La gente guarda con il naso all’insù questo stupendo evento.
Le domande si susseguono, chi cerca di fotografare con le macchine digitali attraverso l’oculare dei telescopi, chi guarda l’evento proiettato su un foglio bianco, chi guarda il sole in un monitor ripreso con una telecamera, e un silenzio quasi sacrale regna nel cortile nel momento in cui la copertura del Sole è massima.
Va sottolineato un fatto: un'eclisse totale di Sole, anche vista attraverso la nuvolaglia, come accadde a noi nel 1999 in Germania, è tutt’altra cosa. La notte cala nel volgere di pochi secondi.
In questo caso, benché il Sole fosse parzialmente oscurato, illuminava in modo normale l'ambiente. L'affluenza è stata alta, ma non tale da creare ressa ai telescopi, per cui abbiamo potuto rispondere con calma alle domande e consentire a tutti di passare da uno strumento all'altro.
Il pubblico, non di meno, si è complimentato con noi per la gradevole e istruttiva mattinata.

 

Alle 14, a eclisse terminata, entrava ancora gente nel cortile per vedere il Sole attraverso i nostri telescopi, ormai in fase di smontaggio. A la prochain...

 

 

Tutti i telescopi e i binocoli sono dotati di filtro solare: è fatale per la vista osservare il Sole direttamente, sia a occhio nudo che attraverso i telescopi.
 Questo errore può causare cecità permanente.
 Per questo motivo, in caso di osservazioni solari, non va assolutamente affidato un binocolo a un bambino.
 

 

 

 


Il socio Ripamonti fotografa il Sole con il telescopio.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il piccolo telescopio solare Coronado è il massimo per le osservazioni della nostra stella.
 Questo strumento, di recente produzione e di costo accessibile, è stato creato per vedere solo il Sole, le macchie solari, la granulazione, i brillamenti e le bellissime protuberanze, non visibili con altri telescopi muniti di un normale filtro.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il pubblico si è divertito a fotografare l’eclisse dall’oculare dei telescopi: molti si sono improvvisati astrofili.
 

 

 

 

 

 


La visione di un’eclisse col binocolo è sicuramente gratificante: due occhi vedono meglio di uno.
 
 Il nostro Socio Marco Zambianchi mentre osserva in un binocolo 10 x 50 con filtro solare.
 

 

 

 

Il puntamento del Sole con il Coronado, a opera di Gianpietro Ferrario, socio conferenziere.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Le bellissime immagini del Sole e le protuberanze, illustrare da Franco Molteni, socio conferenziere e coordinatore delle uscite osservative ai Piani Resinelli.
                                               Erasmo  Bardelli
 

 

 

 

 

 

 


                                  

 

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