COMPUTERIZZAZIONE DOBSON MEADE
Scritto da Erasmo Bardelli   

Quando si provano le comodità, poi non se ne può più fare a meno.

 

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La cosa è successa nell’utilizzare il telescopio Orion da 300 mm, un dobson di recente acquisto per le serate osservative con il pubblico.

Il dobson in questione è dotato, per la ricerca degli oggetti celesti, di uno strumento chiamato Intelliscope .

Tralascio di darvi ulteriori spiegazioni riguardo alle possibilità che offre questo strumento.

L’enorme quantità di oggetti memorizzati, la veloce praticità di messa in stazione, il velocissimo e pratico sistema di ricerca, crea all’operatore una simbiosi, una strana sensazione da "mago" nella ricerca dell’oggetto.

Nella ricerca o detto, in parole nostre puntamento, questo piacere, viene a mancare quando l’oggetto, nonostante i vari tentativi di ricerca, non approda a nulla, dovendo dire al pubblico in coda che l’oggetto è introvabile.

Diverso è il piacere quando dopo il puntamento, l’oggetto lo si trova presente nell’oculare.

Anche l’osservazione pubblica diventa piacevole, veloce tanto da accontentare in poco tempo le richieste del numeroso pubblico, e non solo, anche l’opinione è più che calorosa.

Viceversa si crea un certo nervosismo tra l’operatore e la parte elettronica, consapevole che lei non sbagli quasi mai.

La forza dell’elettronica abbinata ad un notevole telescopio, tanto che, nonostante la modesta conoscenza, anche il pubblico riconosce la comodità d’uso.

Bene ma, perchè tutta questa manfrina.

Per ricordare quanto scritto alla prima riga.

Viene che per motivi di grandezza del telescopio Orion, questo, è poco trasportabile.

Servirebbe un tipo simile ma specificatamente costruito per trasportare in auto, ovvero smontabile in pochi minuti.

Questo telescopio da 300mm è il non plus ultra per le serate osservative pubbliche ai Piani dei Resinelli.

Rinunciamo all’acquisto?, detto fatto.

In aiuto, il Dobson Newton della Meade
LightBridge 12" Deluxe
D=305mm f/5 con focheggiatore Crayford 50,8mm, cercatore Red-Dot con reticolo illuminato e ventola di raffreddamento, è praticissimo, smontabile in due pezzi che occupano poco spazio.

Ma… il Dobson della Meade, non è corredato di quel comodissimo computer Intelliscope.

Rinunciare, noooo.

Fatta una prima ricerca sul mercato nazionale, risulta che un venditore ha metà dell’occorrente per poterlo adattare sul Meade.

Ulteriori ricerche concludono l’acquisto del materiale mancante, e quindi non resta che iniziare il montaggio con le dovute modifiche di adeguamento per la diversa struttura del telescopio.

Inventare oggi è difficile perché si trova tutto già fatto, non ci crederete, anche le modifiche di montaggio di encoder su un Dobson.

Internet è un grandissimo aiuto, e dopo uno sguardo, uno spunto, via per il montaggio.

Il lavoro da fare è il montaggio dei due encoder che misurano la posizione.

Uno misura l’altezza e l’altro l’azimut in gradi. L’intelliscope calcolerà, con queste due misure, la posizione dell’astro cercato.

Semplice, preciso e molto efficace.

Smontato il basamento mobile in azimut, con il supermeccanico Angelo Ripamonti, si decide sul da farsi, che fortunatamente si risolve facilmente montando la basetta dell’encoder sul fondo di legno con una semplice vite e il disco magnetizzato sulla vite che blocca o indurisce il movimento orizzontale del basamento.

Il secondo encoder che misura lo spostamento in altezza si deve per forza montare metà sul telescopio e metà sul basamento.

Qui lo sguardo in internet mi ha convinto della mia decisione.

Un foro centrale al perno dove il tubo ruota, una barra filettata, fissata con due dadi, una spalletta di plastica moderatamente robusta , viene modellata per fare da supporto all’encoder.

Quattro fori per montare l’encoder e per fissare al basamento del telescopio la spalletta e udite udite, anche il Meade è pronto da funzionare con il praticissimo Intelliscope.

Gia fatto, si potrebbe dire, no manca un foro per montare una presa di collegamento dei vari encoder.

Ora si ,

Collaudo?, nessun problema, funziona.

Spero che i Soci utilizzatori lo trattino bene e che apprezzino il lavoro fatto anche per loro.

 

Erasmo Bardelli

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