DUE MACCHINE UNICHE MADE IN ITALY
Scritto da Erasmo Bardelli   

DUE SPECIALI MACCHINE PER LO STUDIO DEI VULCANI

 

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 La parte meccanica della prima macchina del 2004

Se credete che le macchine tecnologiche vengono costruite tutte da ditte Americane, Giapponesi o altro, vi sbagliate.
Tre persone per hobby finiscono su una prestigiosa rivista di scienze
"Geosphere Geological Society of America" e esportano il fai da te made in Italy.
Per Hobby, si.
Alla richiesta di un socio del gruppo DEEP SPACE Lecco, il Socio Geologo e Vulcanologo di professione, Gianluca Norini di Chiuso LC, di costruire uno strumento meccanico/elettronico per studiare il movimento della crosta terrestre dove sopra appoggia un vulcano.
Le due persone interpellate, la raccolgono come sfida.
I due, il meccanico Angelo Ripamonti, uno specialista del micron e un elettronico in pensione Erasmo Bardelli nei momenti liberi scarabocchiano quello che può essere il disegno/progetto della macchina realizzabile dal meccanico e il programma di comando funzionante da computer per il movimento del motore.
Passano poche settimane, da parte del meccanico, che la macchina viene consegnata all’elettronico per il montaggio elettrico della centralina del motore e accessori vari.
Non di meno, il programma di comando del motore, viene compilato con una raffinata videata.
Dopo di che il collaudo, qualche problema, ma niente ferma un progetto nato bene, e la macchina consegnata al nostro vulcanologo da Lecco si collocherà all’università di Milano per operare e fare più possibili prove ed esperimenti scientifici.
Dicevo sopra "finiscono su una prestigiosa rivista americana di scienze" si, perché il nostro vulcanologo dopo alcuni test , scopre alcune ipotesi sulla devastante eruzione del vulcano S. Helen nel 1980 e finisce con i soci dove vi ho appena detto.
Ma la storia ci dice che non c’è il due senza il tre. Speriamo di no, altrimenti dobbiamo costruire uno stabilimento.
Tre no ma due sì, il nostro Vulcanologo, che ora lavora e vive in Messico, forte dei test e dei risultati fatti all’università di Milano, ci richiede una macchina simile e più complessa da spedire in Messico nella città di Querètaro per nuovi esperimenti. La i vulcani sono di casa.
Così scrive il giornale di Lui: A 31 anni scopre i segreti dei vulcani. Aiuterà a salvare la gente dalle eruzioni.
Si tratta di un macchinario preparato in collaborazione con alcuni tecnici del Planetario di Lecco, in particolare, Angelo Ripamonti, Paolo Lazzarini e Gigi Fumi.
Esso ha lo scopo di studiare le fratture che si formano nella crosta terrestre, quelle che noi chiamiamo faglie, e i vulcani che eventualmente stanno sopra queste fratture.
La macchina è più completa e ha possibilità di eseguire test più rigorosi e complessi.
Non di meno i nostri tecnici sono stati messi a dura prova per la realizzazione di questa seconda e ultima macchina.
In sintesi per capire il funzionamento si crea, sopra un piano diviso in due con una parte fissa e una mobile con una sabbia colorata e finissima, un cono a strati di colore diverso e simile ad un vulcano di dimensioni più ridotte.
Scelti i valori dal tecnico, la macchina molto lentamente si muove creando la simulazione del movimento della crosta terrestre e facendo cosi crollare il cono costruito appositamente sopra.
Terminato lo spostamento la sabbia viene bagnata e, dopo l’asciugatura che la rende soda, tagliata per vedere e studiare il movimento del cono tramite le differenti colorazioni dei vari strati di sabbia.
Non vogliamo approfondire ulteriormente il Test per non svelare segreti.
Norini, comunque già dalla prima macchina  ha ricavato preziosissime indicazioni riguardanti l’eruzioni dei vulcani.

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Assemblaggio e parte elettrica

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Contenitore della parte elettronica comando motore

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Il programma di comando

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Il collaudo

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Il primo test all’Università di Milano

 
Test a confronto

 

 
La seconda macchina in fase di montaggio

 

 
Il Vulcanologo Norini prepara il cono vulcanico

 

 
Il Vulcanologo Norini prepara il cono vulcanico

 

 
Cono vulcanico ultimato e pronto per il test

 

 
L’attesa del test

 

 
L’intervista

 

 
Lo staff tecnico

 

 

 

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