[2007-02] Febbraio 2007 I.S.S. Mission Log

Libera traduzione e adattamento dell'articolo "Orbital operations" di Neville Kidger, pubblicato sul numero del mese di Maggio 2007 Vol. 49 della rivista "Spaceflight" della BIS.

Il mese di Febbraio 2007, verrà ricordato per l’ISS come il mese dominato da alcune spacewalks record per il quattordicesimo equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale.Si sono tenute due EVAs “americane da parte di Lopez-Alegria e Williams, ed una EVA “russa” da parte di Tyurin e Lopez-Alegria.

L’EVA del 4 Febbraio
La seconda delle tre EVAs “americane” (senza la presenza di una Space Shuttle), è stata completata da Lopez-Alegria e Williams portando a termine la riconfigurazione permanente dei circuiti di refrigerazione della Stazione. Per esercitarsi al lavoro da svolgere sui condotti del fluido, l’equipaggio ha assemblato un arnese di prova, chiamato Fluid Quick Disconnect (FQD), all’interno dell’ISS. Lopez-Alegria e Williams hanno iniziato la loro EVA (denominata EVA-7 dagli americani), alle 13:38 GMT, circa 22 minuti in anticipo rispetto al programma.

Dopo aver predisposto le varie attrezzature ed i cavi di sicurezza all’esterno del modulo Quest, essi si sono spostati nella zona che connette il traliccio Z1 al traliccio S0, alla metà del traliccio principale della Stazione, ovvero nell’area soprannominata “la tana dei topi”. In questa zona di lavoro molto ristretta, gli astronauti hanno ricablato delle serie di coppie di cavi elettrici e quattro linee di fluidi a sconnessione veloce, dall’oramai inutile Early External Active Thermal Control System. Queste ultime linee dei fluidi sono state connesse ad un sistema di raffreddamento permanente del Laboratorio Destiny. Il circuito di refrigerazione così riconfigurato, noto come il Moderate Temperature Loop (Loop B), rimuove il calore dai sistemi avionici della Stazione e dalle payload racks tramite lo scambiatore di calore presente nel Laboratorio Destiny.

Nel corso della prima di questa serie di EVAs, avvenuta il 31 Gennaio, Lopez Alegria e Williams avevano riconfigurato un Low Temperature Loop (Loop A) che irradia il calore dai sistemi ambientali della Stazione. I due spazionauti hanno assistito il ripiegamento del radiatore di coda, sul traliccio P6, che era in uso fin dal 2000, per mantenere tutti i sistemi della stazione alla corretta temperatura di esercizio. Lopez-Alegria e Williams, poi, hanno fissato il radiatore con delle cinghie. Diversamente dal radiatore esterno (che è stato ritratto il 31 Gennaio), il radiatore di coda non ha richiesto l’installazione di uno schermo termico protettivo, per via dell’orientamento della Stazione rispetto al Sole. Nel corso della missione STS-118 della prossima estate, un terzo radiatore verrà ripiegato, e sarà l’unico radiatore del traliccio P6 che verrà riesteso dopo il riposizionamento del traliccio stesso sul lato interno del traliccio principale. Una volta ripiegato il radiatore, Lopez-Alegria e Williams hanno completato del lavoro rimasto in dietro, scollegando e riponendo la seconda delle due linee dei fluidi dell’Early Ammonia Servicer, un grosso serbatoio posto sul traliccio P6, che ora non è più utile. L’EAS era progettato per rifornire di ammoniaca il sistema temporaneo di refrigerazione della Stazione in caso di perdite. Questo serbatoio esterno verrà staccato ed abbandonato nello spazio durante un’EVA dell’Expedition 15, la prossima estate. Alla base del traliccio P6, Lopez-Alegria ha fotografato il pannello solare esterno ed il contenitore in cui esso verrà ripiegato. Gli ingegneri hanno analizzato tali foto per finalizzare i piani per ritirare tale pannello durante la missione STS-117. Dopo aver scattato le fotografie, Lopex-Alegria e Williams hanno ripreso a posare i cavi elettrici dal traliccio S0 verso il Laboratorio Destiny ed il suo punto di attracco anteriore, il Pressurized Mating Adapter-2 (PMA-2), in cui si aggancia lo Shuttle. Questi cavi forniscono corrente elettrica al sistema Station-to-Shuttle Power Transfer System (SSPTS) che permetterà agli Shuttles agganciati di attingere energia dalla Stazione estendendo così il loro periodo di missione. L’SSPTS dovrebbe debuttare con l’STS-118, permettendo all’Endeavour di poter volare per due settimane. Tre dei sei cavi sono stati connessi durante questa EVA. Lopez-Alegria ha quindi rimosso una protezione per il sole oramai inutile, di una scatola di relè del PMA che collega i il Segmento russo con quello americano. La protezione è stata ripiegata e riportata all’interno per venire poi caricata su una prossima Progress o su uno Shuttle.

Una vota fatto ritorno nel modulo di decompressione Quest, i due hanno eseguito in maniera precauzionale alcune procedure di decontaminazione, visto che durante il lavoro all’esterno si erano verificate delle piccole perdite di ammoniaca.

Quando l’airlock è stato ripressurizzato alle 20:49 GMT, Sunita Williams è diventata la detentrice del record del maggior tempo cumulativo passato in EVA, superando quello della collega Kathy Thornton.

L’EVA dell’8 Febbraio
Nell’ultima di questa serie senza precedenti di tre EVAs americane in nove giorni, Lopez-Alegria e Williams sono riusciti a rimuovere due grossi schermi e ad installare dell’altro hardware. Questa EVA americana, denominata EVA-8, è incominciata alle 13:26 GMT, più tardi rispetto al previsto.

I due spazionauti si sono spostati dall’airlock verso la zona dei carrelli per gli attrezzi CETA (Crew Equipment Transfer Aid), posti sui binari del traliccio principale. Spingendo il loro carrello con gli attrezzi incluso anche il fermo per i piedi (foot restraint), essi si sono mossi verso il traliccio Port 3. Il loro primo lavoro è stato quello di rimuovere due schermi termici dai Rotary Joint Motor Controllers (RJMC) del P3. I due hanno rimosso gli schermi dalle Baie 18 e 20 del P3. Questi schermi, del peso di 8 Kg ciascuno e grandi più o meno come un  lenzuolo matrimoniale, servivano da protezione termica. La NASA ha sottolineato che con l’ISS nell’attuale orientamento attitudinale tali schermature non erano più necessarie, e che dovevano venire rimosse per permettere lo scambio di calore con lo spazio. Ognuna delle grandi coperture è stata impacchettata con una delle più piccole del sistema RJMC, e Lopez-Alegria ha spostato il grosso pacco verso il retro della Stazione. Di seguito è stato sganciato un Unpressurised Cargo Carrier Assembly Attachment System (UCCAS), posto sulla parte superiore del traliccio P3. Questa operazione è servita in preparazione all’aggancio, nella stessa posizione, di una piattaforma cargo durante la missione STS-118. Mentre Lopez-Alegria finiva il lavoro con l’UCCAS, Williams si è mossa verso la parte terminale del traliccio P5 per rimuovere due launch locks in vista della rilocazione su questo segmento del traliccio P6. L’ultimo lavoro in programma per questa spacewalk è stato connettere gli ultimi quattro cavi dello Station-to-Shuttle Power Transfer System (SSPTS) al Pressurized Mating Adapter-2 (PMA-2) posto nella parte terminale del Laboratorio Destiny. Il lavoro su questo sistema era iniziato durante l’EVA del 31 Gennaio, e due dei cavi erano stati posizionati e connessi al PMA-2 il 4 Febbraio. Gli astronauti hanno completato uno dei lavori della serie “get-ahead” fotografando un connettore sospetto sulla parte fuoribordo del PMA-2. Esso veicola le comunicazioni fra la Stazione e lo Shuttle quando l’Orbiter è attraccato ma i portelli sono chiusi. Secondo quanto riferito dalla NASA, recentemente le comunicazioni erano state intermittenti durante le ultime missioni dello Shuttle.

Lopez-Alegria e Williams hanno concluso la loro attività extraveicolare durata 6 ore e 40 minuti facendo rientro nell’airlock Quest. La NASA ha riferito che all’incirca dopo 3 ore e 50 minuti della sua nona spacewalk , Lopez-Alegria ha stabilito il record cumulativo di spacewalk per un astronauta americano. Il record precedente apparteneva a Jerry Ross con 58 ore e 32 minuti accumulati in nove passeggiate spaziali. Lopez-Alegria dal canto suo, ha raggiunto un tempo cumulativo di EVA di 61 ore e 22 minuti. Si è trattata dell’ottantesima EVA per la costruzione e la manutenzione dell’ISS, della 52esima originata dalla Stazione, e della 32esima iniziata dal modulo Quest. Si è trattata della quarta spacewalk per Williams. Nessuna donna come lei.

Interruzione di energia
Il weekend che sarebbe dovuto essere tranquillo è stato invece disturbato Domenica 11 Febbraio quando un interruttore è scattato alle prime ore del giorno, causando un calo energetico sull’ISS. Il giorno seguente la NASA ha reso noto che “la sicurezza dell’equipaggio dell’Expedition 14 non è mai stata in discussione”.

Le prime avvisaglie del problema sono arrivate con la perdita delle comunicazioni fra la Stazione e il controllo di missione poco dopo mezzanotte CST di Domenica (06:00 GMT) quando un’unità di switching ha avuto un breve malfunzionamento che ha causato lo scatto di un altro interruttore che protegge il sistema elettrico della Stazione. L’equipaggio, che era sveglio da alcune ore, è subito intervenuto, e seguendo le procedure è riuscito a ripristinare le comunicazioni con il controllo di missione di Houston, circa 90 minuti dopo il fatto.

Nel corso della restante parte di Domenica, e di buona parte del Lunedì 12 Febbraio, è continuato il ripristino di tutti i sistemi che erano nell’ordine:

  • Uno dei due sistemi ridondanti per le comunicazioni
  • Uno dei quattro giroscopi che servono a mantenere l’orientamento della Stazione.
  • Diverse attrezzature scientifiche, incluso il freezer che contiene i campioni degli esperimenti
  • Il sistema su Banda Ku per i dati ad high rate e per la televisione
  • Diversi detectors per il fumo e vari riscaldatori che mantengono un equilibrio termico nei vari componenti esterni, incluso il braccio robotico e la sua base mobile.

 

La NASA ha reso noto che nessuno di questi componenti è stato danneggiato permanentemente e che “il temporaneo spegnimento delle varie apparecchiature non ha avuto impatti sulle attività di ricerca e sulle future attività di bordo”.

I preparativi per l’EVA 17A
Il resto della giornata lavorativa ha visto l’equipaggio continuare a concentrarsi sui preparativi per l’EVA finale, prima dell’arrivo dello Space Shuttle, previsto per il mese di Marzo. Lopez-Alegria e Tyurin hanno eseguito dei check sulle perdite delle proprie tute Orlan-M che avrebbero indossato durante l’attività extraveicolare, installandovi anche dell’altro equipaggiamento, incluse anche le luci da utilizzare nelle zone d’ombra dell’esterno della Stazione. Ad ogni modo non ci sarebbe stata alcuna telecamera montata sull’elmetto delle tute, come sulle omologhe EMU americane, pertanto il lavoro con l’antenna posta sul retro del Modulo Zvezda non si sarebbe potuto trasmettere in diretta televisiva. Le immagini di questa zona di lavoro verranno pertanto fornite dalle telecamere del Canadarm2 e del traliccio.

Il 14 Febbraio, gli esperti di robotica del centro di controllo di Houston hanno guidato il carrello Mobile Transporter (MT) della Stazione verso l’esterno del traliccio principale in preparazione all’arrivo dell’Orbiter Atlantis, che dovrà portare in orbita un nuovo segmento di traliccio con un terzo set di pannelli solari per il Complesso Orbitale, delle batterie ed altri sistemi elettronici. Nel corso della giornata del 16 Febbraio, l’equipaggio ha verificato lo status delle tute Orlan-M eseguendo i checks telemetrici e delle comunicazioni con i controllori russi del Centro di Controllo  TsUP di Korolev. Il 20 Febbraio Tyurin e Lopez-Alegria hanno svolto la dry run della vestizione e delle operazioni antecedenti l’apertura del portello d’uscita nel Modulo Pirs. In vista dell’EVA, l’equipaggio doveva sigillare il portello della Progress M-59 che era agganciata al modulo Pirs. Ad ogni modo, si è dovuto rinunciare al primo tentativo di chiusura del sistema di docking per il fatto che Tyurin aveva scoperto che due connettori telemetrici erano stati installati scorrettamente sul meccanismo per via della difficoltà di lettura delle diciture riportate dai cavi di connessione stessi.

L’EVA del 22 Febbraio
Il 22 Febbraio Tyurin e Lopez-Alegria hanno condotto un EVA russa (denominata EVA-17A) dal modulo di decompressione Pirs. L’obiettivo principale di questa escursione extraveicolare era lo sblocco di un’antenna del cargo Progress M-58 che non si era correttamente ripiegata durante la fase finale dell’approccio al boccaporto di docking posteriore del Modulo Zvezda, lo scorso 26 Ottobre. Tale operazione era resa necessaria per assicurare un perfetto sgancio del cargo, quando dovrà lasciare l’ISS nel prossimo mese di Aprile.

L’EVA ha avuto inizio alle 10:27 GMT, con diversi minuti di ritardo. Poco dopo l’uscita, Tyurin ha riferito di un problema imprevisto con il sistema di raffreddamento della sua tuta Orlan-M quando il sublimatore (che disperde il calore nel vuoto tramite la sublimazione del ghiaccio che si forma nel refrigeratore) sembrava non funzionare correttamente. La NASA ha ipotizzato che la causa di ciò era dovuta probabilmente al fatto che il dispositivo era stato acceso ancora nella camera di decompressione, e quindi quando esso non era ancora esposto al vuoto dello spazio. Più tardi, dopo che il sublimatore era stato spento e successivamente riattivato, era stata ristabilita anche la corretta refrigerazione della tuta, e quindi anche la visiera di Tyurin, che prima era appannata, potè asciugarsi. A dispetto del piccolo contrattempo, gli spacewalkers sono riusciti a completare il ripiegamento dell’antenna KURS 2AO-VKA per l’orientamento della Progress M-58, scattando anche delle fotografie sul soggetto. La NASA ha riferito che Tyurin e Lopez-Alegria avevano pensato di rilasciare l’antenna utilizzando un martello e un punzone, ma problemi di ingombro hanno impedito questa soluzione.  Così Tyurin ha tranciato una delle quattro aste che sostengono l’antenna con una cesoia americana, poi la parabola dell’antenna è stata tirata in dietro di circa sei pollici, abbastanza distante dal corrimano che stava lambendo fino a pochi istanti prima, ed è stata assicurata con dei legacci. Oltre al ripiegamento dell’antenna, i due hanno completato tutti gli altri obiettivi dell’EVA. Essi hanno incluso la ripresa fotografica di un’antenna GTS (Global Timing System) posta sull’esterno della porzione a diametro minore del Modulo Zvezda; il completamento delle operazioni sull’antenna WAL2 sul Modulo Zvezda (AFU/Antenna Feeder Unit per l’equipaggiamento PCE per le comunicazioni di prossimità dell’ATV europeo: serraggio dei lacci, riprese fotografiche); ispezione dell’hardware per la navigazione satellitare ASN-M lungo il tracciato del cavo con relative fotografie; riconfigurazione dei connettori HF sulla piastra delle connessioni FP18; fotografie delle superfici riflettenti  del bersaglio di docking interno & esterno VVT o “Visiometro” MVM per il veicolo europeo ATV (tre retro-riflettori laser LSV-M n°1, 2 e 3); scambio del contenitore per l’esposizione di materiali SKK-5 con il SKK-9 in coda al Modulo di Servizio Zvezda con conseguenti fotografie. I due spazionauti hanno unito le connessioni del hardware  dell’esperimento VTN-Neutron montato all’esterno del Modulo Zvezda, ed hanno fatto delle fotografie della zona di installazione del corrimano HR2421 nel SMDP (Service Module Debris Panel) n°6. Sono state scattate inoltre delle immagini dell’esperimento tedesco ROKVISS montato all’esterno e del monoblocco del payload TM/TC. Prima di far ritorno all’airlock Pirs, i due hanno ispezionato le proprie tute Orlan pulendole dai vari residui ed asciugando i propri guanti con dei panni che poi sono stati abbandonati fuoribordo. Di seguito, gli spazionauti hanno ispezionato i meccanismi di ritenzione ed i giunti bullonati del braccio gru GStM-2 “Strela-2” montato all’esterno del Modulo Pirs, ed hanno assicurato il carrello degli attrezzi KPU all’interno del modulo stesso. Infine essi hanno trasferito ed installato due supporti per i piedi “Yakor” sulla scaletta d’uscita del Pirs.

L’EVA-17 è durata 6 ore e 18 minuti, circa 15 minuti più del pianificato. Durante la sua decima attività extraveicolare Lopez-Alegria ha incrementato il proprio record di tempo cumulativo di EVA per un astronauta americano, portandolo a 67 ore e 40 minuti.

La ripresa della routine
Ancora una volta, nei giorni seguenti, l’equipaggio ha riportato il Pirs alla normale configurazione operativa, ha reintegrato i sistemi della Progress M-59 in quelli della Stazione ed ha rifornito le tute Orlan. Dopo l’eccitazione dovuta alle EVAs, l’equipaggio è ritornato alla normale routine di tutti i giorni, a partire dal 26 Febbraio, quando l’evento principale di questa giornata è stata la manutenzione semestrale della durata di due giorni del tappeto rotante isolato TVIS, situato nel Modulo Zvezda. Tyurin e Lopez-Alegria hanno svolto la manutenzione anche di uno dei due condizionatori d’aria (SKV-1) dello Zvezda. Il lavoro ha richiesto la rimozione e la sostituzione dello scambiatore di calore (BTA) del SKV-1, con l’ausilio degli specialisti del TsUP. Entrambi i circuiti dei condizionatori sono infine stati implementati con del materiale extra per la soppressione del rumore.

Rinviato il lancio dello Shuttle
Lopez-Alegria e Tyurin hanno si sono tenuti in esercizio con le proprie capacità fotografiche per la fase, oramai standardizzata, di rotazione ed approccio dello Shuttle all’ISS, al fine di ottenere delle immagini dettagliate del sistema di protezione termico del veicolo.

Purtroppo, la missione STS-117/13A prevista per Marzo è stata rinviata quando il complesso dello Space Shuttle, già in rampa di lancio è stato danneggiato da una violenta grandinata che ha investito il Launch Complex 39 del Kennedy Space Centre proprio il 26 Febbraio. La grandinata ha causato delle evidenti ammaccature alla schiuma isolante dell’external tank, e dei danni minori su 26 piastrelle del sistema di protezione termica dell’ala sinistra dello Shuttle. Tale evento ha implicato il rollback del complesso di lancio all’interno del VAB per le opportune riparazioni.

 

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