[2007-11] Novembre 2007 I.S.S. Mission Log

Libera traduzione e adattamento dell'articolo "Orbital operations" di Neville Kidger, pubblicato sui numeri dei mesi di Gennaio e Febbraio 2008 Vol.50 della rivista "Spaceflight" della BIS.

La costruzione dei gemelli

L'1 Novembre, era assorto nei preparativi per l'EVA del 3 Novembre, predisponendo le tute ed i guanti e costruendo letteralmente l'equipaggiamento per stabilizzare lo snodo fra le due baie dei pannelli solari interessate dalla lacerazione. Utilizzando le risorse a bordo, e gli attrezzi disponibili, gli astronauti hanno costruito tre stabilizzatori, di tre taglie diverse (lungo, medio e corto).

La NASA ha detto che gli stabilizzatori/distanziatori delle cerniere dei pannelli, costruiti da Whitson e Zamka, sono semplicemente 12 pezzi di cavo della stessa lunghezza, con al termine dele strisce di alluminio. Essi funzioneranno come i gemelli di una camicia: verranno inseriti in un foro del pannello solare sui lati opposti dello snodo della baia. Gli stabilizzatori hanno anche un'ansa di sicurezza per potervi inserire un cavo di sicurezza da EVA, per ridurre il rischio che possano fluttuare via. Dopo aver liberato il cavo guida, Parazynski libererà i pins della cerniera per poi installare i distanziatori.

L'essenza della NASA

Il 3 Novembre, il Canadarm2 è stato utilizzato per afferrare l'Orbiter Boom Sensor System (OBSS) dal Canadarm dello Shuttle, dopo aver aver svolto l'operazione contraria il giorno precedente. Il braccio della Stazione ha afferrato l'OBSS nel punto di aggrappaggio mediano, e Parazynski con Wheelock hanno installato una piattaforma per i piedi ed una plancia da lavoro sulla parte terminale dell'OBSS. Ciò servirà a Parazynski per spostarsi sul luogo di lavoro e ritirarsi da esso se necessario.

Sono occorsi 45 minuti al braccio robotico per raggiungere la zona di lavoro (ed altrettanto ne sarebbero occorsi per il viaggio di ritorno), e ciò ha comportato il fatto che Parazynski avrebbe raggiunto il punto più distante dall'airlock Quest, cosa mai successa in precedenza nel corso dell'assemblaggio dell'ISS. Nell'eventualità di un malfunzionamento della sua tuta, sarebbero occorsi 45 minuti per farlo rientrare nel modulo Quest. Inoltre, l'astronauta americano ha utilizzato degli attrezzi isolati elettricamente, per evitare scosse elettriche in prossimità dei pannelli. I giunti metallici della sua tuta da EVA erano precedentemente stati isolati con del Kapton. Wheelock è rimasto al termine del pannello P6 fornendo supporto e riferendo al collega le istruzioni da terra per questa pericolosa operazione.

Una volta che Parazynski, che è medico, è stato spostato dal Canadarm2 combinato all'OBSS verso la zona squarciata di pannello (pannello interno 4B), egli ha iniziato l'operazione di inserimento della prima estremità della “sutura” stabilizzatrice, attraverso la cerniera delle due baie. Egli ha poi tagliato del cavo attorcigliatosi su una guida, e quindi ha installato i rimanenti quattro rinforzi.

Dopo che che Parazynski ha completato la “delicata sutura”, come l'ha chiamata una nota della NASA, egli è tornato in dietro mentre venivano estese le rimanenti baie del pannello. La sutura è stata quindi subito collaudata, e un portavoce della NASA ha riferito che al termine dell'estensione, i pannelli sarebbero ritornati alla loro piena estensione di circa 24 metri, con una tensione nominale di 32 Kg.

Prima di ritornare all'airlock, i due hanno ritirato una piattaforma per i piedi da riportare all'interno della Stazione, per la ricerca di bordi e superfici taglienti. Al termine dell'EVA sembra siano andate perdute un paio di pinze. La quarta EVA dell'STS-120 è durata sette ore e 19 minuti.

Alcuni osservatori esterni, hanno paragonato il successo della riparazione del pannello solare al successo del salvataggio dell'equipaggio dell'Apollo 13 ed alla riparazione del telescopio Hubble. Il manager del programma Shuttle Wayne Hale ha dichiarato che gli eventi della missione “hanno mostrato al Mondo cosa può fare il team della NASA.”

Saluti e distacco

Il Discovery si è distaccato dall'ISS alle 10:32 GMT del 5 Novembre. Melroy e Zamka hanno portato l'orbiter ad un atterraggio sicuro sulla pista del Kennedy Space Center alla prima possibilità di atterraggio, il 7 Novembre, dopo aver percorso una rara manovra spostata verso sud che lo ha portato a sorvolare la zona centrale degli Stati Uniti. Una traiettoria che permetteva un atterraggio con la luce del giorno anziché col buio notturno. Anderson, dopo cinque mesi nello spazio, e Nespoli, non hanno preso parte alla crew walk around, ovvero alla consueta passeggiata che tutti gli equipaggi fanno sotto la pancia dello Shuttle dopo l'atterraggio. I due hanno avuto qualche difficoltà a riadattarsi alla gravità terrestre.

La missione è così durata 15 giorni, 2 ore e 23 minuti.

Con l'undocking del Discovery, l'equipaggio dell'Expedition 16 dell'ISS ha iniziato una serie di operazioni critiche per la rilocazione del Nodo 2 Harmony e per la sua integrazione nei sistemi della Stazione, in vista dell'arrivo del modulo laboratorio europeo Columbus, previsto per l'8 Dicembre.

L'EVA del 9 Novembre

Il 9 Novembre Peggy Whitson e Yuri Malenchenko hanno completato l'EVA-5 che era stata inizialmente stata programmata durante la fase di volo congiunto con il Discovery. La NASA ha riprogrammato la spacewalk come EVA-10 “Alpha” per sottolineare il fatto che si trattava di una “Stage” EVA, ovvero di un EVA svolta senza la presenza di uno Shuttle.Tutte le EVAs di questo mese di Novembre hanno avuto origine dall'airlock Quest utilizzando tute da EVA EMU americane, precedute dalla fase di “Campout” che vede gli spacewalkers trascorrere la notte precedente l'EVA nel modulo Quest a pressione atmosferica ridotta.

L'Alpha EVA è durata sei ore e 55 minuti, con Whitson e Malenchenko che hanno svolto i preparativi per lo spostamento del Pressurized Mating Adapter 2 (PMA-2) e la conseguente rilocazione di Harmony nella sua posizione permanente davanti al laboratorio Destiny, completando tutti gli obiettivi previsti, escluso uno, l'installazione di un corrimano (HR-0371) su Harmony.

Specificamente, Whitson e Malenchenko (supportati da Dan Tani dall'interno del'ISS), hanno stivato i cablaggi del sistema Station-to-Shuttle Power Transfer System (SSTPS) ed otto ombelicali PMA-2/Destiny, hanno scollegato i connettori di alcuni ombelicali rigidi su di un lato del Destiny, per renderli accessibili una volta installati gli ombelicali dei fluidi, dopo lo spostamento dell'Harmony. Il cosmonauta russo ha installato i cappucci sui ricettacoli lasciati aperti dalla rimozione dei cablaggi del PMA. Whitson, quindi, ha ritirato una lampada CETA (Crew and Equipment Translation Aid) dal Destiny per permettere lo stoccaggio temporaneodell'Harmony's Port and Starboard Tray Avionics. La lampada è stata riposta nel modulo Quest per un successivo riposizionamento.

Essa ha anche completato le connessioni per un Power and Data Grapple Fixture sul fondo di Harmony, che dovrebbe fungere da base per il braccio robotico della Stazione. Malenchenko, nel frattempo, ha rimosso e riposto una cassetta elettrica guasta denominata Remote Power Controller Module (RPCM 4B-C), sol traliccio S0.

Il lavoro seguente ha portato i due spazionauti sulla parte esterna del nodo harmony, dove si sarebbe installato il PMA-2. Qui i due hanno rimosso la copertura attiva del Common Berthing Mechanism, assicurandolo con una bandella lungo la circonferenza. Essi hanno poi inserito la copertura nell'airlock, e di qui sarebbe stata poi caricata in una Progress, in vista del suo rientro distruttivo nell'atmosfera terrestre. Malenchenko, ha fatto ritorno al traliccio Z-1, per riconfigurare il sistema energetico, rimuovendo un “jumper” elettrico. Whitson ha lavorato sul lato destro del “nido dei topi”, alla base del Z-1, per un’altra riconfigurazione.

Il Comandante dell’ISS ha ritirato una scatola denominata Baseband Signal Processor riponendola nell’airlock Quest, in vista del suo ritorno sulla Terra per il suo rifornimento. Malenchenko ha trasferito degli attrezzi fra due sacche spostandone una terza sul traliccio S0 per le future spacewalks. Il cosmonauta russo ha tentato di installare il corrimano sulla chiglia del modulo Harmony incontrando dei problemi nell’avvitare il secondo bullone. La NASA ha detto che il problema era “quasi identico” ai problemi riferiti durante l’EVA-2 dell’STS-120. Ripetuti incrementi nella forza di torsione durante l’installazione, hanno messo il corrimano in una configurazione indefinita ed instabile, quindi il corrimano è stato riportato all’interno dell’ISS.

Una volta dentro, è stato notato un danno “minore” nel materiale denominato Room Temperature Vulcanizing Material dei guanti della EMU di Malenchenko. Sono state scattate delle foto digitali da inviare a terra. La NASA ha informato che i due spacewalkers erano stati avvisati di indossare i sopraguanti APMAs (Adjustable Protective Mitten Assemblies) per l’intera EVA, eccetto per i lavori correlati alla copertura termica e ai cavi dell’alimentazione elettrica.


La rilocazione del PMA-2

Il 12 Novembre, Whitson e Tani, utilizzando il Canadarm2 della Stazione, hanno afferrato il PMA-2 del peso di 1.5 tons dalla posizione frontale del laboratorio Destiny, attaccandolo alla nuova definitiva posizione in fronte al modulo Harmony. L’intera operazione è durata circa due ore. Il Common Berthing Mechanism (CBM) anteriore dell’Harmony “si è inaspettatamente disattivato, a seguito di una perdita nelle comunicazioni”. I controllori a terra hanno ripristinato quindi la funzionalità del CBM per il trasferimento, e la procedura è proseguita nominalmente.

La procedura di rilascio di quattro sets di bulloni che hanno mantenuto fissato il PMA-2 sul frontale del Destiny, fin dal 21 Febbraio 2001, è andata a buon fine.

Lo spostamento dell'Harmony

Due giorni dopo, il gruppo Harmony/PMA-2 è stato spostato sulla parte frontale del Destiny. Con Whitson ai comandi dei Common Berthing Mechanismd (CBMs) e Tani a quelli del Canadarm2, i due moduli uniti, del peso complessivo di 17 tons, sono stati scollegati alle 09:21 GMT e trasferiti in fronte alla Stazione. Dopo aver raggiunto la posizione favorevole all'unione, difronte al boccaporto frontale del Destiny, alle 10:10 GMT, la “full capture”, portata a temine con successo da 16 bulloni motorizzati, alle 10:45 GMT circa. Con circa due ore di anticipo rispetto al programma.

In precedenza, Whitson aveva terminato la depressurizzazione del vestibolo fra l'Unity e l'Harmony, mentre Tani aveva attivato il sistema della videocamera centrale ed aveva acceso il laptop computer con il software denominato Dynamic Onboard Ubiquitous Graphics, per il supporto delle operazioni con il Canadarm2. La NASA ha anche notato che, durante le operazioni, i propulsori del Segmento Russo erano stati inibiti. Con Harmony/PMA-2 saldamente uniti al Destiny, Whitson ha iniziato la pressurizzazione del vestibolo fra i due moduli ed ha svolto un check di un'ora sulla loro tenuta di pressione.

I due astronauti americani quindi hanno equipaggiato il vestibolo fra i moduli Destiny e Harmony, connettendo i jumpers dell'avionica, dei dati e della strumentazione, i cavi dell'alimentazione elettrica secondaria, essenziale per l'attivazione del riscaldatore dell'Harmony, ed installando le “grounding straps” Active CBM to Passive CBM. Muovendosi più velocemente del previsto, i due hanno completato la seconda parte dell'allestimento, che ha incluso l'installazione degli ultimi jumpers, dell'avionica e del life support.

La NASA ha commentato che “i due continuano a stare decisamente in anticipo sul programma”. Quindi essi, sono entrati nel nodo Harmony, evento precedentemente pianificato per il 26 Novembre. In previsione, comunque, ci sono diversi giorni di allestimento del modulo con il network dei computers. Durante la tarda mattinata del 15 di Novembre, i controllori di Houston hanno comandato l’estensione degli ultimi due Radiatori sul port side P1, dell’External Thermal Control System (ECTS).

L’EVA del 20 Novembre

Le due seguenti EVAs dovevano servire a connettere e configurare le connessioni idrauliche ed energetiche del nodo Harmony. La prima EVA-11 “Bravo” ha unito metà delle connessioni (Loop A), ed è stata completata con successo il 20 Novembre da Whitson e Tani in 7 ore e 16 minuti. I due astronauti hanno completato tutti gli obbiettivi programmati, oltre a diversi lavori della serie “get-ahead-tasks”.

Gli ingegneri americani hanno approvato le tute americane EMU presenti sull’ISS, per il loro utilizzo in sicurezza, dopo l’incidente nella Space Station Airlock Test Article Chamber di Houston che ha visto un cosmonauta russo riferire lo svilupparsi di un odore di bruciato all’interno della sua EMU. Il test è stato subito abortito ed il soggetto è stato estratto dalla tuta senza incidenti. Una commissione di inchiesta ha poi stabilito che nulla vietava alle tute in orbita di poter venire utilizzate durante queste EVAs di importanza cruciale. Dopo aver lasciato l’airlock Quest, ed aver preparato le attrezzature e gli equipaggiamenti, Whitson ha rimosso, spurgato e stivato una valvola per l’ammoniaca dal lato esterno del circuito di refrigerazione temporaneo. Questa operazione ha permesso la connessione del circuito permanente di refrigerazione ad ammoniaca alla sua base. Nel frattempo Tani ha ritirato una borsa di attrezzi lasciata fuori dalla Stazione durante l’EVA del 9 Novembre, e più tardi ha rimosso due cappucci dalle tubazioni dei fluidi, per preparare la connessione del circuito di refrigerazione permanente. Egli ha poi proseguito riconfigurando un circuito utilizzato per una Squib Firing Unit, un piccolo dispositivo pirotecnico di un radiatore del traliccio P1.

I due si sono quindi spostati entrando nella parte principale dell’EVA rimuovendo la Loop A Fluid Tray del peso di 136 Kg e della lunghezza di 5.6 metri, dalla sua posizione provvisoria sull’S0. Nello svolgere questa operazione, la NASA ha riferito che i due astronauti hanno utilizzato una speciale tecnica di “passamano” in assoluta sicurezza. Una volta raggiunto il punto di installazione, i due hanno imbullonato il pezzo agganciando le sue sei connessioni fluide, due al traliccio S0, due alla parte installata e due a metà strada per lo spurgo dell’idrogeno. L’ultimo lavoro di Tani, sul port side dell’Harmony ha visto la connessione di 11 linee avioniche. Whitson, nel frattempo, ha configurato i cavi dei riscaldatori e ha unito i cablaggi elettrici agganciando quattro dispositivi elettrici al PMA-2 e svolgendo i cavi SSPTS.

EVA del 24 Novembre

La connessione dei fluidi sul port side è stata completata durante l’EVA-12 “Charlie” del 24 Novembre. Whitson e Tani hanno trascorso 7 ore e quattro minuti per completare tutti i loro obiettivi, oltre a dei lavori della serie “get ahead”. Alcune operazioni hanno rispecchiato quelle dell’EVA del 20 Novembre..

Sul lato esterno del modulo Harmony, il Comandante Whitson ha rimosso la copertura termica di un sostegno centrale per una telecamera ed 8 blocchi utilizzati per le fasi di lancio, dai petali di aggancio del Common Berthing Mechanism (CBMs) interno ed esterno del nodo.La videocamera ed i petali serviranno nelle fasi di docking ed unione del laboratorio dell'ESA Columbus, favorendo la stretta dei bulloni che fisseranno il modulo europeo nella sua posizione permanente. Tani, quindi, si è spostato sul lato destro del traliccio principale ed ha rimosso una delle 22 coperture del Solar Alpha Rotary Joint (SARJ) esterno per esporre la baia numero 7 del giunto, e poter svolgere così l'ispezione simile a quella che egli stesso svolse nella sua EVA durante la missione STS-120. Tani ha scattato alcune fotografie, ed ha prelevato dei campioni delle schegge metalliche trovate sul luogo.

Sull'Harmony, Whitson ha installato l'ultimo connettore di backup per l'SSPTS. Riguardo ai lavori “get ahead”, sono state completate le connessioni che permetteranno gli Shuttles Discovery ed Endeavour di ricevere energia elettrica dall'ISS mentre sono agganciati al PMA-2.

Whitson quindi si è unita a Tani sul SARJ esterno per dare anch'essa il suo parere sulle condizioni del giunto, che ultimamente aveva preso a vibrare ed a consumare più corrente. La NASA ha dichiarato che i due “hanno riferito la presenza di una contaminazione da particelle metalliche e magnetiche sull'anello principale, che erano simili ai detriti che Dan vide nella baia numero 12 durante la sua ispezione nell'EVA-2 della missione dello Shuttle 10A, oltre a delle abrasioni e dei microcrateri sull'anello stesso ma non sugli ingranaggi.”

Tani ha piegato e riposto la copertura appena rimossa all'esterno del modulo Quest, lasciando la baia aperta alle ispezioni robotizzate del Canadarm2. La ricognizione video è pianificata per dopo il completamento della missione STS-122, e vedrà almeno una rotazione completa del giunto.

Prima di fare ritorno all'airlock, Tani ha riposizionato una borsa degli attrezzi ed ha spostato una piattaforma articolata per i piedi verso la parte anteriore di Harmony, mentre Whitson ha reinstallato la lampada CETA che era stata rimossa durante l'EVA del 9 Novembre, all'esterno del Destiny, ed infine ha pulito uno schermo per le micrometeoriti del Destiny, installato durante una precedente EVA.

Come conseguenza delle due EVAs coronate dal successo, è stato pienamente attivato il nodo Harmony dai tecnici di terra, il 24 Novembre, con un giorno di anticipo sul previsto, permettendo all'equipaggio, il giorno seguente, di svolgere le attivazioni interne. La NASA ha quindi dichiarato che “Il Nodo-2 Harmony era pronto a ricevere Columbus!”

Sospetto di perdita

Il 28 Novembre, l'ente spaziale americano ha riferito che pareva esserci una perdita fra Destiny e Harmony, per un ammontare di 3 libbre di aria al giorno (circa 1,3 Kg), e che quindi erano stati programmati dei controlli specifici da attuare nei giorni seguenti.


 

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