FAR DE SE' UN TELESCOPIO
Scritto da Marco Milani   
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ImageL'autocostruzione del nostro strumento può essere vantaggiosa sotto alcuni punti di vista, principalmente quello economico, se i vari componenti vengono scelti con cura; inoltre esiste la possibilità di ottenere un apparecchio fatto su misura per le esigenze personali offrendo il mercato una vastissima gamma di componenti ottici sciolti che possono essere combinati nel modo che desideriamo. Autocostruirsi un telescopio non significa però quasi mai realizzare tutte le parti, sia ottiche che meccaniche, con le nostre mani; ma piuttosto decidere che cosa acquistare e che cosa costruire, arrivando nei casi limite al semplice assemblaggio dei vari pezzi acquistati separatamente e ognuno dimensionato con attenzione. Ciò sempre tenendo presente il campo di applicazione di nostro interesse onde ottenere il miglior rendimento possibile da quel certo tipo di strumento e di ottiche.

Tratteremo adesso della costruzione di uno strumento di tipo newtoniano, il più economico e versatile fra tutti i tipi di telescopi; naturalmente non si può pretenderne che una descrizione scritta, per quanto possa essere accurata, risolva tranquillamente tutti i problemi che si presenteranno. Molte soluzioni, ad esempio per quanto riguarda i particolari meccanici, sono molteplici e possono affidarsi anche alla creatività del costruttore.
L'autocostruirsi il proprio telescopio è impegno che richiede tempo e pazienza, anche nel lavoro manuale di ricerca del materiale occorrente. Ciò non è sempre facile a chi non vive nelle grandi città; possono nascere difficoltà notevoli anche nel procurarsi una certa vite o un ingranaggio particolare. In tali casi bisogna scegliere le parti che possono essere fornite già montate per esempio con vendita per corrispondenza da numerosi artigiani o ditte specializzate. Per quanto concerne il lato economico dell'operazione, l'autocostruzione può risultare anche parecchio conveniente rispetto all'acquisto di modelli commerciali.
Le prestazioni ottiche degli strumenti autocostruiti sono comunque normalmente pari a quelle dei modelli commerciali di uguali dimensioni, e non bisogna farsi spaventare dalla apparente difficoltà che un telescopio presenta nell'assemblaggio e nella scelta delle sue parti ottiche. Piuttosto, come sanno tutti i costruttori di apparecchiaure astronomiche, i maggiori problemi sorgono nella sezione meccanica. Occorre avere prima di tutto la disponibilità di un piccolo banco meccanico, dotato almeno di trapano, tornio e di tutti quegli accessori (cacciaviti, lime, filettatori,punte per trapano delle varie dimensioni, seghetti, ecc.) utili per cominciare.
Un telescopio si può pensarlo in due parti: il tubo che contiene le ottiche e la montatura. Normalmente queste due sezioni sono separabili, sicchè è possibile montare il tubo su supporti differenti, a seconda dell'uso che se ne vuoi fare. Nella scelta delle ottiche di un telescopio bisognerà porre molta attenzione, tenendo sempre conto dell'uso al quale lo strumento sarà destinato. Per quanto riguarda i diametri dei telescopi amatoriali è bene che rientrino nella categoria di strumenti con specchi da 15 a 25 cm, facilmente reperibili presso i numerosi costruttori nazionali di ottiche di questo genere; possono essere utilissimi anche gli indirizzi di ditte estere (in buona parte americane o francesi) che appaiono negli annunci pubblicitari pubblicati sulle riviste astronomiche dei rispettivi paesi. Tutti questi produttori vendono anche per corrispondenza e molti, in particolar modo quelli nazionali, sono ben lieti di rispondere sia epistolarmente che telefonicamente ai vari problemi riguardanti l'uso più appropriato delle loro ottiche. Se il diametro del nostro strumento dovrà essere il più grande possibile, a patto di non portare il peso totale dello strumento a dei livelli troppo alti in telescopi portatili e rimanere nei limiti di costo prefissati, la focale dovrà meritare una maggior attenzione; dalla sua lunghezza dipenderà l'utilizzo per il quale il telescopio sarà maggiormente adatto. Focali di F = 4-5 sono ideali per fotgrafia e osservazione di oggetti deboli e di grandi dimensioni apparenti, quali le nebulose; mentre focali con F = 10 o maggiori trovano il loro maggiore utilizzo nelle osservazione dei pianeti e della luna. Una Newton F = 5-6 si può considerarlo come uno strumento estremamente versatile, che tutto sommato ottiene degli ottimi risultati anche nel campo di piccoli oggetti nei quali si voglia porre in evidenza il particolare, dal momento che dotandolo di oculari di corta focale (4-8 mm) raggiunge un numero di ingrandimenti sufficentemente alto. ImageLa miglior soluzione invece per realizzare strumenti di F = 10-20 è la configurazione Cassegrain, altrimenti si avrebbero dei tubi di lunghezza smisurata; con questo tipo di telescopio la resa per quanto riguarda l'osservazione di pianeti è veramente ottima, ma non va più bene se si intende ammirare delle nebulose estese o delle comete.

Quale soluzione
Una ottima soluzione, purtroppo non esente da problemi, sarebbe quella di possedere un portaspecchietto secondario intercambiabile e uno specchio principale con valori di F = 4-5; con un secondario piano si avrebbe un Newton di corta focale, mentre sostituendo il secondario piano inclinato con uno specchietto iperbolico si allungherebbe la focale del primario ottenendo uno strumento di tipo Cassegrain. Ritorniamo comunque al caso di un telescopio "tuttofare " ma dalle buone prestazioni, in pratica un newtoniano da 15-20 cm e con una F = 5-6. Disponendo dell'obiettivo si disegnerà su carta millimetrata in grandezza 1:1 e con la massima precisione possibile la sezione del nostro strumento, indicando anche il cammino dei raggi ottici. Occorrerà fare molta attenzione al punto nel quale andrà a cadere il piano focale, in modo che non risulti troppo estratto o peggio troppo vicino alla superfice del tubo, sicchè la corsa avanti e indietro del tubo di messa a fuoco permetta all'oculare di raggiungere il piano focale per effettuare il fuocheggiamento; se lo strumento sarà destinato anche ad un impiego fotografico occorrerà par cadere il fuoco alcuni centimetri più in fuori rispetto a un strumento concepito per l'osservazione visuale, considerando che l'eventuale corpo di una fotocamera attaccata al tubo di fuocheggiamento impone che il punto focale dell'obiettivo coincida con il piano della pellicola.
Dal disegno in grandezza reale otterremo anche altri elementi, primo fra tutti le dimensioni dello specchietto secondario, il quale, di forma ellittica, avrà un diametro dell'asse minore pari o di poco superiore alla larghezza del fascio ottico nel punto in cui sarà posizionato; comunque uno specchietto dalle dimensioni appropriate viene molte volte fornito dal costruttore dell'obiettivo insieme allo specchio principale. Un altro dato importante è il diametro interno del tubo di fuocheggiamento, che non dovrà mai essere più piccolo della larghezza del fascio ottico che lo attraversa per evitare di funzionare come diaframma.



 

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