LEONE
Scritto da Loris Lazzati   
Primavera (Marzo - Aprile) Image

Il cielo di marzo e aprile è dominato, in direzione sud, dalla grande costellazione del Leone, la più importante del firmamento di primavera. Guardando in prima serata, vedremo la sua stella più luminosa, Regolo, culminare in meridiano alle ore 22 verso fine marzo e alle 20 a fine aprile.

MITOLOGIA
I Greci, a cui si deve gran parte dell'immaginario che sta alla base delle costellazioni odierne, videro in questo raggruppamento di stelle il leone di Nemea, che Eracle uccise nella prima delle sue dodici fatiche. La belva imperversava nella foresta che circondava la suddetta città greca e viveva in una grotta con due ingressi. Visto che le frecce non avevano effetto contro la pelle invulnerabile del Leone, Eracle ricorse all?astuzia e alla forza brutta. Prima chiuse uno dei due ingressi della grotta aspettando la fiera dall'altra parte. Quando questa uscì, la strangolò con una stretta poderosa. Da quel momento in poi, ne indossò la pelle in ogni impresa, e utilizzò la testa come elmo. Secondo una variante, pare che Era avesse ordinato l'uccisione a Eracle, sperando che fallisse. I Romani non apportarono sostanziali varianti.

In epoca egizia, la costellazione del Leone era importante perchè, quando il Sole vi transitava, avveniva la levata elica della stella Sirio, che annunciava le piene del Nilo. Per sottolineare questo legame, gli Egizi ponevano teste di leoni sui ponti che sovrastavano i canali.

A questa costellazione è legata anche una curiosità linguistica che dimostra quanto l?immaginario astronomico sia radicato nella nostra cultura e nel nostro stesso linguaggio, anche se non ne siamo più consapevoli. Nell'?antichità, il Sole entrava nel Leone nel periodo più caldo dell'anno: di qui l'espressione "solleone" per indicare la grande calura estiva. Anche il sinonimo "canicola" ha origine astronomica, legata alla costellazione del Cane Maggiore.

STELLE PRINCIPALI
La stella più luminosa del Leone è Regolo, il cui nome, derivato dal latino, significa "piccolo re". In effetti, in moltissime culture, Regolo ha sempre avuto attributi regali. Segna il vertice sudoccidentale del grande trapezio che disegna la figura del Leone. E è una stella importante nella storia dell'astronomia, oltre che delle culture (i Caldei regolavamo il loro calendario sulla sue levata eliaca, cioè la sua prima apparizione mattutina). Ipparco, confrontando la longitudine eclittica di Regolo con quella misurata 170 anni prima da Aristillo e Timocari, scoprì il fenomeno della "precessione degli equinozi". Regolo è una stella biancazzurra 160 volte più luminosa del nostro Sole. Dista da noi 85 anni-luce ed è una stella tripla: con un piccolo telescopio, a 3°di distanza si può scorgere una stellina luminosa la metà del Sole, accompagnata a sua volta da una debolissima compagna di magnitudine 13.

Gamma Leonis, chiamata Algieba, è una doppia con un periodo orbitale di molti secoli: la compagna fu scoperta da Herschel nel 1782. Due gradi a nord-ovest di Algieba si trova il radiante delle Leonidi, cioè il punto del cielo da cui partono le stelle cadenti dello sciame più spettacolare, che sfrecciano nel cielo a metà novembre.

Una stella che merita una menzione, nonostante sia invisibile anche con piccoli telescopi, ? Wolf 359: di magnitudine 13,66, è 63 mila volte meno luminosa del Sole e ha circa il diametro di Giove. Si trova a soli 7,75 anni-luce da noi, ed è quindi la terza stella più vicina dopo il sistema di Alfa Centauri e la stella di Barnard. Conosciamo poche stelle nane del tipo di Wolf 359, ma in realtà devono essere gli astri più comuni e numerosi dell'Universo. Semplicemente, riusciamo a vedere solo le più vicine: ecco cosa può dirci una stellina all'apparenza insignificante.

OGGETTI DEL PROFONDO CIELO
Il cielo di primavera è per eccellenza il cielo delle galassie. E il Leone ne è infatti ricchissimo. Due coppie spiccano su tutte: M 65 e M 66, e M95 e M96. Ma senza entrare nei dettagli di ognuna, ciò che conta sottolineare è che l'area del Leone è un vasto campo seminato a galassie, e che gran parte di esse formano un ammasso. La coppia M 65 e M 66 forma una sorta di sottoraggruppamento autonomo: l'ammasso del Leone si allontana da noi alla velocità di 600 chilometri al secondo. In base alla legge di Hubble, si può ipotizzare per M 65e M 66una distanza attorno ai 40 milioni di anni-luce. Non è da escludere che il colossale raggruppamento sia unito a quello della Vergine. Questi due, con il nostro Gruppo Locale, gli ammassi della Chioma, dei Cani da Caccia e dellìOrsa Maggiore, fa parte di un immenso raggruppamento detto Superammasso Locale.

 

Valid XHTML and CSS.

Questo sito utilizza i cookies. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina o continuando a navigare nel sito si accetta implicitamente l’utilizzo degli stessi. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information