NEL SISTEMA SOLARE ALLA RICERCA DELLA VITA - Pagina 3
Scritto da Loris Lazzati   
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NEL SISTEMA SOLARE ALLA RICERCA DELLA VITA
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Due anni fa, la sezione di quest’oggetto, osservata con un microscopio elettronico a scansione dell’ultimissima generazione, ha mostrato immagini di questo tipo. Ci sono molte contestazioni e discussioni su come si interpretano queste immagini, per? questi bastoncelli fossili sono incredibilmente simili ai pi? semplici batteri presenti sulla Terra. Quindi, se si dimostrasse che questi sono batteri marziani, vorrebbe dire che quattro miliardi di anni fa su Marte c’era vita attiva, poich? Marte assomigliava molto alla Terra. Ma chi lo dice che le assomigliava?
Questa ? un’immagine di Marte, siamo sull’equatore e c’? una fessura, la Mariner Valley, che ? lunga settemila chilometri. Questa fessura assomiglia molto alle dorsali oceaniche, dalle quali il calore interno della Terra emerge verso l’esterno. Sulla Terra queste fessure tagliano tutto il pianeta, mentre su Marte solo 7 000 km; questo perch? Marte non ha avuto tutto il calore necessario per fratturarsi continuamente.
Questa ? un’immagine bellissima del Mars Global Surveyor, che sta attualmente in orbita intorno a Marte, dove si vedono grandi vulcani. Sono veramente enormi, alti ventisei km, il triplo dell’Everest, e sono vulcani a scudo molto pi? larghi che alti. Guardate questa curiosit?: la lava che scende verso valle, a un certo punto arriva in una zona di pianura e precipita a strapiombo, cosa molto strana. Si giustifica questa struttura geologica immaginando che questo vulcano fosse nel mare. Le Hawaii, se non avessero l’acqua intorno, avrebbero la stessa struttura di Olympus, il vulcano di Marte. Quindi possiamo dire che questo vulcano emergeva dall’acqua due miliardi di anni fa e che aveva prodotto lui stesso tutta quell’acqua. I grandi vulcani, infatti, quando eruttano, emettono anche vapore d’acqua, tantissimo vapore d’acqua; l’acqua di un pianeta ? di natura vulcanica. Inoltre i vulcani emettono anche gas carbonici, come l’anidride carbonica, che ? un gas serra. Quindi quando erano attivi, Marte, avendo molta pi? anidride carbonica, era un pianeta abbastanza caldo per mantenere liquida anche quest’acqua. Quando i vulcani si sono spenti perch? il calore ? diminuito fino a estinguersi, l’apporto di gas serra ? diminuito e il pianeta ? diventato freddo e sterile, privo d’acqua.
Questo (mostrando la Valles Marineris ndr) ? il “Grand Canyon” di Marte: le parti bianche sono depositi di carbonati, sali che l’acqua lascia quando evapora. ? una dimostrazione bellissima che su Marte c’erano fiumi enormi che per? hanno avuto una vita breve, per quanto molto intensa.
Se andiamo indietro nel tempo di due-tre miliardi d’anni, Marte ci appare come un pianeta perfettamente terrestre. Nei suoi oceani cadevano le comete; naturalmente, in fondo a questi oceani, sui fondali, c’era del calore che fuoriusciva, e non c’? nessuna ragione di pensare che qui non si fossero formati organismi viventi, ora fossili, che andremo a cercare con prossime missioni spaziali. Sarebbe importantissimo trovare vita su Marte, perch? sarebbe la scoperta pi? significativa della scienza umana.
E’ stato Pathfinder a iniziare questa ricerca: qui vedete la navicella atterrata in quello che sembra un deserto di roccia, ma che in realt? era il fondo di un lago antico dove molti fiumi confluivano in un bacino molto incavato e ricco di sedimenti. Queste rocce, apparentemente simili, in realt? hanno dimostrato di essere molto diverse dopo l’analisi effettuata dalla sonda; ci? significa che i fiumi hanno portato molte rocce diverse da zone diverse del pianeta. Questa ? una dimostrazione che su Marte c’era acqua in abbondanza.
Torno un attimo in Antartide per raccontarvi qualcosa che forse non conoscete; queste sono le montagne transantartiche, e in questa zona c’? una base russa che si chiama Vostok. La superficie dell’Antartide ? mediamente molto rugosa, ma in questa zona ? piatta come una pista di pattinaggio: come si interpreta questa caratteristica? Qui l’appiattimento ? dovuto alla presenza di acqua liquida. E’ vero che la temperatura ? di quasi 100 gradi sotto zero, ma per un fenomeno che non conosciamo sotto questo ghiaccio emerge del calore che ha fatto liquefare in parte la calotta ghiacciata. Su Marte queste cose possono succedere? Non lo sappiamo, per? sappiamo che ci sono calotte ghiacciate, quindi eventuali fenomeni di surriscaldamento locale potrebbero essere ancora possibili.
Il lago Vostok si trova nel continente pi? sterile che si conosca dal punto di vista biologico, e qualcuno ha pensato naturalmente di andare a trivellare per cercare eventuale acqua liquida, calore o microrganismi. Questi microrganismi sono stati veramente scoperti e compaiono e proliferano ogni volta che c’? acqua liquida e ci sono fonti di calore. Questo ? un altro insegnamento per noi: appena ci sono condizioni adatte, la vita si sviluppa.
L’ultimo viaggio di questa chiacchierata ci porta in un posto molto freddo, troppo freddo. Questo ? Giove e questa ? la Terra. Giove ? trecentoquaranta volte la Terra, per?, essendo cinque volte pi? lontano dal Sole, ? veramente gelido: la temperatura media ? duecento sotto zero. L’acqua ? solida e la vita quindi non pu? proliferare, ma attorno a Giove esistono satelliti.
Ecco i grandi satelliti di Giove. Sono grandi come pianeti e sono quei quattro piccoli puntini che voi, puntando il binocolo, potete vedere nei pressi di Giove: Io, Europa, Ganimede e Callisto. Ganimede ? il pi? grande satellite del Sistema Solare, ? addirittura pi? grande di Mercurio e pu? quindi essere considerato un pianeta. Noi non parleremo di tutti e quattro, ma ci fermeremo sul pi? piccolo che ? Europa. E’ anche il pi? strano: vedete, infatti, che a differenza degli altri tre sembra una palla da biliardo.
Da vicino questo satellite appare come un guscio d’uovo che si ? fratturato. Infatti, ? come una gigantesca banchisa polare dove la parte esterna ? ghiaccio, nel quale ci sono fessure da cui sembra emergere qualcosa. Non c’? niente di strano che ci sia ghiaccio a 200 sotto zero, ma facendo alcuni calcoli sulla composizione, si ricava che Europa possiede veramente moltissima acqua, al punto che dovrebbe essere fatto di acqua per una corteccia di almeno cento chilometri (non sappiamo se ghiacciata o no). Per? Giove, con la sua enorme gravita, ha forti effetti di marea su questi satelliti. Ci? significa che Europa, ruotando intorno a Giove, subisce continuamente contrazioni che riscaldano il suo interno. La domanda allora ?: questa crosta di ghiaccio ? spessa cento chilometri o c’? sotto acqua liquida?
Non sembra vero (mostrando una diapositiva ravvicinata delle fratture sul ghiaccio di Europa ndr), quella superficie che sembrava essere liscia come una palla da biliardo in realt? ? tutta raggrinzita, con ondulazioni che hanno dislivelli di uno o due chilometri. Questa ? una notizia molto importante, poich? se c’? una crosta ghiacciata che si raggrinza in questo modo, significa che questa crosta ? molto sottile e che sotto c’? acqua liquida.
Guardando quest’immagine con occhio attento: sembra di vedere degli iceberg. Ci sono pezzetti di crosta che galleggiano in qualcosa che si ? completamente spezzato. Inoltre, vediamo delle formazioni colorate di marrone che sono materia organica carboniosa che emerge dall’interno. Qui c’? stata un’eruzione vulcanica violenta che ha perforato il ghiaccio e ha portato acqua calda all’esterno, con materia organica. Quindi, sotto c’? acqua liquida calda a contatto con una crosta ghiacciata e, se vi ricordate, questa ? una situazione che rende possibile la vita: i “fumatori neri” della Terra mostrano esattamente situazioni simili. Noi pensiamo, attualmente, che ci siano pi? probabilit? di vita su Europa che non su Marte, al punto che la NASA ? decisa a calare sotto il ghiaccio d’Europa un batiscafo per effettuare la ricerca. Si mander? attorno a Europa una navicella, poi si far? atterrare sul ghiaccio una specie di trivella che perforer? la crosta e andr? a cercare sorgenti idrotermali; se le trover?, dovr? anche trovare le creature vermiformi che ci sono sui fondali oceanici della Terra.
Ci siamo limitati a studiare luoghi piuttosto vicini alla Terra e adesso vorrei chiudere la nostra chiacchierata con un piccolo escursus verso gli spazi pi? lontani. Non posso non raccontarvi che attorno all’altro grande pianeta, Saturno, c’? un altro satellite, Titano, che ? uno dei miei oggetti preferiti. E’ circondato da un guscio assolutamente non penetrabile alla vista, arrossato, fatto d’azoto, ammoniaca e metano come la Terra primordiale, con la sola differenza che ruota attorno a Saturno. Noi non possiamo andare indietro nel tempo per osservare la Terra primordiale, ma possiamo invece fare un viaggio a ritroso nel tempo andando a esplorare Titano; cosa che stiamo attualmente facendo con la sonda Cassini, che ? partita la scorso anno verso Saturno e arriver? nel luglio del 2004. Una volta giunta l?, in quel momento sgancer? una piccola sonda figlia, chiamata Huygens, che penetrer? nelle nuvole di Titano per tre ore e mezza, durante le quali analizzer? le nuvole e poi toccher? il suolo, se di suolo si tratta, oppure toccher? la superficie fluida. In queste tre ore e mezza andremo indietro nel tempo di cinque miliardi d’anni, tornando sulla Terra primordiale.
Cosa troveremo ? impossibile dirlo: forse sulla superficie ci sono fluidi capaci di creare le condizioni adatte per produrre reazioni organiche. Se questi fossero oceani di idrocarburi, andrebbe benissimo dal punto di vista biochimico per avere un ambiente solubilizzante di quel materiale organico che piove continuamente dalle nuvole di questo pianeta nell’acqua, come sulla Terra primordiale. L’unica cosa che manca, a differenza della Terra, ? la temperatura: non troveremo animaletti con le antenne, ma a noi interessa trovare qualcosa che abbia iniziato la sintesi organica.
L’ultima cosa che vi dico ? la seguente: naturalmente noi vogliamo trovare altre forme di vita che facciano quello che facciamo noi. Questa ? la grande antenna che ho visitato esattamente un anno fa, ad Arecibo, a Portorico, quando eravamo da quelle parti per l’eclisse. Questa antenna da trecento metri, che contiene tre volte un campo da pallone, nel 1974 lanci? verso un ammasso di stelle , l’M13, un messaggio. Questo messaggio era importante, non perch? noi lo utilizzeremo come centralina telefonica per parlare con gli alieni, ma per far capire a noi umani e a loro, se mai esistono, quali sono le cose che un essere intelligente assolutamente ha desiderio di sapere di un altro essere intelligente. Quali sono le cose importanti della civilt? umana? Cosa comunichereste voi a un extraterrestre? A qualcuno verrebbe di dire che abbiamo i computer, le Ferrari, ma a loro della nostra tecnologia non interessa assolutamente niente, perch? ? ovvio che noi abbiamo queste cose, se siamo mandato quel messaggio. Cos’? che invece gli interessa veramente? E’ sapere come siamo fatti dal punto di vista molecolare.
Non vi deve rovinare la serata questa tabella (mostrando il messaggio di Arecibo ndr), perch? ? il messaggio che ? stato mandato. E’ una cosa estremamente semplice, che anche un ragazzo delle medie che ha studiato il sistema binario riuscirebbe a decifrare. Non staremo qui a tradurlo tutto, ma diremo solo il risultato finale: diciamo che la vita sulla Terra ? basata su questi elementi chimici, diciamo che la molecola pi? complicata che la Terra ha creato in quattro miliardi di anni ? il DNA, diciamo che questa molecola ha l’incredibile capacit? di potersi duplicare avendo una struttura a doppia elica, e diciamo che quattro miliardi di basi nel DNA, messe al posto giusto, fanno l’uomo. Infine diciamo che l’uomo vive sul terzo pianeta, dove c’? l’acqua.
La vita ? nata nell’acqua e non ? un caso che noi nasciamo in questo particolare oceano primordiale, ma cos’? che ci differenzia da tutti gli altri? Il fatto che noi siamo autocoscienti e quindi che vogliamo capire a tutti i costi come mai siamo qui. Non sappiamo com’? nata la vita sulla Terra, sappiamo per? he ? nata dall’acqua ecc. ecc.., ma non sappiamo in realt? come, e soprattutto non sappiamo se ? nata per caso. Se nei prossimi decenni, speriamo il pi? presto possibile, decidessimo con prove scientifiche che la vita ? nata per caso, che probabilit? avremmo di trovare vita da altre parti? E’ una bella domanda, ma la risposta che dobbiamo dare ? che non abbiamo nessuna probabilit?. Se la vita sulla Terra ? nata per caso, allora siamo veramente soli, perch? un caso che mette insieme quattro miliardi di basi nel DNA nel modo giusto, pu? verificarsi una volta sola. E’ vero che ci sono miliardi di galassie, di stelle e pianeti, ma un caso cos? ? irripetibile. Per?, noi non conosciamo a fondo le leggi del cosmo: nello spazio si produce moltissimo carbonio, e moltissimi ambienti favorevoli alla vita, come se ci fossero leggi fatte apposta perch? poi si sviluppi la vita. Sembra quasi che il cosmo, senza le forme di vita che lo compongono, sia un non senso.



 

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