OSSERVARE E DISEGNARE GIOVE
Scritto da Stefano Basso   

In questa sede descrivo brevemente le tecniche di disegno, sicuramente più alla portata di tutti, ma in grado di fornire risultati non inferiori alle tecniche digitali.

In qualsiasi telescopio Giove mostra immediatamente la sua struttura di fasce chiare e scure che si alternano parallelamente all'equatore, nonchè l'assorbimento atmosfero tipico dei pianeti giganti gassosi. Un'altra caratteristica che salta all'occhio è il marcato schiacciamento ai poli, dovuto alla forza centrifuga indotta dalla rapida rotazione del pianeta.

Tale rotazione varia a seconda della latitudine; per questo motivo sono stati introdotti due sistemi differenti per identificare la longitudine: il Sistema I ha un periodo di 9h 50m 30s ed è caratteristico delle zo-ne equatoriali. Il Sistema II ha invece un periodo di 9h 55m 40,6s e identifica le restanti zone. Le regioni centrali si muovono quindi ad una velocità più elevata, tanto che Giove non si presenta mai identico a se stesso. Considerando inoltre che i vari particolari sono soggetti a cambiamenti nei corso dei mesi, proprio in virtù della loro natura gassosa e che Giove è il pianeta su cui è più facile percepire dettagli, è facile capire come sia il pianeta più monitorato dagli astrofili.

Per eseguire questo monitoraggio si utilizzano essenzialmente due tecniche: il disegno e la ripresa digitale tramite CCD. Quest'ultima modalità necessita di apparecchiature di una certa complessità.

In questa sede descrivo brevemente le tecniche di disegno, sicuramente più alla portata di tutti, ma in grado di fornire risultati non inferiori alle tecniche digitali.

Il problema più grande è sicuramente la soggettività dell'autore che interpreta ciò che vede in una "sua" maniera, trasformando a volte i particolari in modo vistoso. Per minimizzare questi errori occorre osservare il pianeta per molti minuti prima di realizzare una prima bozza e soprattutto, una volta cominciato il disegno, occorre rappresentare i dettagli di cui si è sicura l'esistenza.

Esistono due modi per realizzare un disegno di Giove: il primo modo consiste nel disegnarlo in un modulo già pronto con il contorno ellittico esatto. In questa maniera occorre però posizionare i dettagli in pochi minuti (circa 5), poichè la rotazione rapida sposterebbe tali dettagli e il disegno sarebbe altrimenti poco preciso. In ogni caso questa bozza deve contenere, oltre ai dettagli anche l'informazione che riguarda l'intensità del particolare: occorre precisare bene se una zona è più o meno luminosa di un'altra. Il secondo modo è il cosiddetto "strip sketch": sempre in un modulo appropriato si disegna i particolari solo quando transitano al meri-diano, ovvero quando si trovano esattamente al centro del disco. In questo caso occorre osservare per qualche ora per fare in modo che la rotazione permetta il transito di numerosi dettagli. Con due o tre disegni di questo tipo si può coprire l'intera rotazione di Giove. Il passo finale consiste nel disegno vero e proprio che deve essere eseguito comodamente in seguito. Importante è in ogni caso realizzarlo il più presto possibile, così da avere ancora ben in mente l'immagine osservata. Buona regola è non aspettare mai più di 1 giorno.

Partendo dallo schizzo iniziale si deve eseguire una copia che riproduca il più fedelmente la prima bozza (ci si può aiutare ricalcando i dettagli, magari con l'aiuto di una finestra) e pian piano scurire i dettagli ed eseguire le varie sfumature fino ad ottenere un risultato soddisfaciente. Eseguire questo disegno direttamente sulla bozza iniziale può es-sere più veloce, ma è più rischioso in quanto è più difficile mantenere le differenze di luminosità corrette.
L'utilità di un lavoro di questo tipo è molteplice: da un lato, se il disegno è preci-so può avere una sua valenza scientifica, dall'altro si abitua l'occhio a percepire i dettagli più evanescenti di un pianeta: se, inizialmente, i dettagli osservabili po-tranno sembrare pochi, bastano poche osservazioni per rendere visibili particolari che prima non saremmo stati in grado di rilevare. Tenendo presente che occorre osservare solo quando l'aria è calma, con un po' di esperienza si possono ottenere risultati interessanti.

(Stefano Basso)
 

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