Gli strumenti del Gruppo DEEP SPACE sono messi a disposizione del pubblico durante le osservazioni al Planetario o durante le serate osservative esterne.
Il primo che vediamo è un telescopio riflettore Orion in configurazione Newton-Dobson, da 305mm di diametro con 1500mm di focale.
Per la sua buona luminosità, f/4,9, anche dal cortile del Planetario è possibile, con cielo limpido, vedere diversi oggetti del profondo cielo, e in modo eccezionale pianeti e Luna. La ricerca degli oggetti è facilitata dal computer: così, da luoghi con forte inquinamento luminoso tutto diventa più facile e in breve tempo si centrano astri altrimenti difficilmente rintracciabili. Da celi bui lo spettacolo è impressionante: l’elevata luminosità e il generoso diametro rendono visibili in modo spettacolare anche i più deboli o lontani oggetti del profondo cielo.
Ultimo acquisto: il Telescopio C11 A XLT della Celestron. Schmidt-Cassegrain, D:280mm, F:2800mm (f/10), tubo in alluminio, trattamento Starbright XLT
Decisamente un ottimo telescopio, adatto alle riprese fotografiche o con camera CCD.
Questo strumento, con montatura equatoriale EQ6, a breve, verrà montato in cupola sopra allo stabile del Planetario e funzionerà in remoto, dando al pubblico la possibilità di vedere comodamente seduto in sala conferenze Luna, pianeti e oggetti del profondo cielo.
Per le serate osservative pubbliche in montagna, al gruppo mancava un telescopio grande ma comodo da trasportare.
Si è optato per il Dobson della Meade modello Lightbridge da 305 mm. 1524 di focale a traliccio.
Questa configurazione da la possibilità di smontare il " tubo", visto che è composto da soli tralicci per sostenere il fuocheggiatore porta oculari e lo specchio secondario, caratteristiche che lo vedono comodamente trasportabile in tutti i vani bagaglio delle automobili.
Il dobson Meade , con una particolare modifica fatta dai soci del gruppo, è stato equipaggiato da un computer intelliscope per la ricerca automatica degli oggetti del cielo.
Al planetario sono presenti due rifrattori di un diametro superiore alla norma: il primo, di proprietà del Comune, è un Salmoiraghi da 130mm. di diametro per una lunghezza focale di 1500mm. E’ dotato di una montatura equatoriale con movimento in AR con sistema meccanico a molla con peso.
Lo strumento, da poco restaurato e montato su un carrello per il trasporto in cortile, è usato il venerdì sera con il pubblico.
Essendo d’epoca, è sicuramente una grande attrattiva per il pubblico, che pur di vedere da questo strumento si posiziona in lunghe code.
E’ simile al Salmoiraghi anche per la data di costruzione. La focale così lunga lo promuove, come il Salmoiraghi, a essere il più indicato per Luna e pianeti, ma si presta bene anche su oggetti deboli, come nebulose o ammassi globulari. Si distingue per la diversa montatura, altazimutale, comoda per il pubblico meno esperto.
Più idoneo, meno appariscente ma sicuramente un piccolo gioiello (fino a pochi anni fa era impensabile acquistarlo per il costo), è il piccolo Coronado da 40mm. con il filtro Alfa, unico per vedere le protuberanze solari, le macchie solari e i brillamenti. Il gruppo ne possiede due.
Sicuro e facile da usare, è l’unico telescopio che si può utilizzare durante il giorno, se si vogliono vedere e registrare i fenomeni frequenti sulla superficie del Sole. Attualmente lo strumento è montato su una montatura equatoriale motorizzata. E’ a disposizione del pubblico tutti i sabati e le domeniche prima delle conferenze pomeridiane nel Planetario.
Mancava, nel nostro palmarés, la visione del Sole in luce bianca, senza l’interposizione dei vari filtri che rendono meno nitida l’osservazione.
E’ necessario per questo, uno strumento particolare, il Prisma di Herschel, purché di ottima fattura, altrimenti il risultato è nullo.
Questo prisma viene montato solo su rifrattori, comunemente di piccolo diametro, visto che non è necessaria grande luminosità ; ebbene, grazie a un regalo più che gradito l’accoppiata è stata fatta. Il telescopio rifrattore regalatoci, un Celestron da 80 mm di diametro per 910mm di focale, è il massimo da questo punto di vista. Il gruppo di suo ha acquistato un bellissimo prisma di Herschel della Baader Planetarium con attacchi da 2" : a questo punto mancate solo voi per guardare questo bellissimo spettacolo che il Sole ci regala tutti i giorni.
Rimanendo nella configurazione Newton, questo strumento, un 200mm f/4, con il suo rapporto d’apertura e la corta focale è indicato per oggetti estesi e deboli: nebulose, ammassi stellari e galassie risultano visibili in tutta la loro estensione. Attualmente è montato su una montatura equatoriale EQ3, completa di motori per l’inseguimento in AR e Declinazione e con il Computer per la ricerca automatica dei vari oggetti.
Naturalmente, in un gruppo d’astrofili non poteva mancare lo strumento base: il binocolo. Il primo, un banalissimo Zenit 10x50mm., serve per trovare oggetti poco luminosi ed estesi come comete, nebulose o grosse galassie come la M31; il secondo, un Konus 20x80mm., ha decisamente un altro passo: qui i satelliti di Giove sono ben visibili e M 31 è un bel vedere. Per i suoi ingrandimenti e per il notevole peso è necessario un treppiede, perché con le braccia alzate ci si stanca presto. Aspettiamo con ansia una bella cometa come la Hale Boop per poterla ammirare con questo notevole binocolo. Erasmo Bardelli