| StratoSpera3 |
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Il Gruppo ISAA, associato con il Gruppo DEEP SPACE Lecco, ha fra le attività il lancio di sonde stratosferiche. Le prime due, fatte il 4 settembre 2010 e il 14 maggio 2011 sono arrivate rispettivamente a 27.625 metri di quota e 20.123 metri. Il giorno 10 settembre 2011 è stato liberato il pallone aerostatico StratoSpera 3. che ha raggiunto 39.325 metri di quota. Nelle immagini alcuni addetti ai lavori mentre preparano il pallone aerostatico .
Tra il materiale presente nel contenitore dove è inserita la telecamera, il contatore Geiger HADARP e la scheda con tutti i sensori di bordo (accelerometri, barometri, GPS) sono state inserite le Patch dei due gruppi ISAA e Deep Space Lecco.
E’ il momento del rilascio, tutti con il fiato sospeso e a immortalare l’evento con le immagini, una certa euforia è nell’aria, ma anche una sicurezza per un lavoro fatto con attenzione.
Nelle splendide fotografie, se paragonate ad altre fatte da strumenti più sofisticati, si vede mezza Italia, il mare adriatico e il mare tirreno, vari laghi, la rotondità della terra e la fascia dell’atmosfera. Sopra il cielo nero.
Poi lo scoppio del pallone dovuto all’espansione in quota per mancanza d’aria e quindi la discesa con il paracadute del contenitore.
Dopo il lancio, avvenuto in Toscana dalla zona di Greve in Chianti (FI) il gruppo ha atteso il segnale di atterraggio, inviato dal pallone via SMS, che ha portato le auto di recupero fino al comune di Verghereto (FC), appena dentro il confine Emiliano, sull’appennino centrale. Il pallone ha percorso circa 60 km in linea d’aria, volando fino ad un’altitudine record italiana di 39.614 metri!
Nelle immagini gli addetti al recupero nelle impervie rupi dei monti Apennini, le ultime fatiche e poi finalmente il contenitore recordman è tra le mani del giovane. Primi controlli esterni al contenitore, tutto è integro il paracadute ha fatto il suo lavoro, Dopo tanta fatica per la ricerca, la foto di gruppo appaga tutti.
E’ il momento del ritorno a casa, il lavoro non è finito, Le immagini da elaborare, dati e registrazioni delle temperature da controllare, alcuni esperimenti scientifici da verificare e qualche problema da risolvere, per il prossimo Lancio.
Riguardo alle Petch la cosa può sembrare banale, ma se si analizza cosa fanno le due associazioni ci si rende conto che l’impresa è notevole, mandare il propri distintivi a circa quarantamila metri di altezza e ritrovare il tutto da poterlo esporre è da grandi e da caparbi esploratori e ricercatori.

